Finiti i testi dell’accusa, sotto con gli imputati. Lento passo in avanti nel processo “Ariete” per l’assalto fallito ad un portavalori tra Mattinata e Vieste ed altri reati minori. Alla sbarra molti pezzi da Novanta della malavita garganica tra cui il mattinatese Francesco Scirpoli detto “Il lungo”, il manfredoniano Pietro La Torre alias “U’ Muntaner” o “U’ figlie du poliziot” e il sammarchese Luigi Ferro detto “Gino Di Brancia”.
Oggi nuova udienza del processo per fatti risalenti al 2015, prescrizione fissata a 12 anni e mezzo. Il giudice ha rinviato a marzo 2024 quando ci sarà una tappa cruciale ovvero l’esame di due imputati ovvero i pentiti Antonio e Andrea Quitadamo detti “Baffino”, fratelli di Mattinata.
Tra gli imputati di spicco il boss Scirpoli e il sammarchese Ferro
“Ariete”, dal nome dell’operazione dei carabinieri del 2015, vede gli imputati accusati di aver organizzato e preso parte al tentato assalto ad un furgone portavalori tra Mattinata e Vieste. Scirpoli e Antonio Quitadamo avrebbero pianificato, insieme al boss Mario Luciano Romito ucciso nella strage di San Marco del 2017, una complessa rapina ai danni di un furgone “Ivri”. Stando all’inchiesta i banditi avrebbero effettuato l’assalto sulla SS89 nei pressi di Vignanotica utilizzando diverse autovetture e posizionando un camion sulla carreggiata. In seguito avrebbero tagliato il blindato con una motosega dopo averlo capovolto con una pala meccanica modificata a mo’ di ariete, da qui il nome dell’operazione dei carabinieri. Nell’ambito della stessa inchiesta, gli inquirenti scovarono i presunti responsabili di una rapina al Simply Market di Vieste.
Gli altri imputati
Alla sbarra figurano anche Matteo Della Malva, Giuseppe Caposeno, Giovanni Iannoli “Smigol”, Cataldo Coccia, Antonio Guerra, Fatima Hadiouch, Gerardo Curci, Antonio Ferrazzano, Danilo Della Malva “U’ Meticcio” (pentito), Antonio Del Nobile detto “Riccardo”, Giuseppe Trimigno “U’ biond” e Hadiouc Hechmi. Tra gli imputati, oltre al defunto Mario Romito, figurava Francesco Pio Gentile alias “Passaguai”, ucciso a Mattinata il 21 marzo 2019.
L’assalto non fu portato a termine soltanto per cause indipendenti dalla volontà degli indagati ed in particolare grazie ad un energico spiegamento di forze, anche con l’ausilio dell’elicottero, messo in campo dall’Arma che presidiò nella circostanza il tratto individuato quale teatro dell’evento. Nel corso delle attività, vennero sequestrati numerosi veicoli provento di furto nonché diverse armi da sparo con relativo munizionamento. Recuperate anche delle maschere, proprio come in un film, che i malviventi avrebbero utilizzato per il colpo.
Finì nei guai anche un assistente della Polizia Penitenziaria (Coccia), in servizio presso la Casa Circondariale di Foggia, gravato da un’ipotesi di corruzione poiché, dietro promessa di una somma imprecisata di denaro, si sarebbe adoperato per l’illecita introduzione all’interno dell’istituto penitenziario di un telefono cellulare, da consegnare al viestano Danilo Della Malva, finito in carcere durante le indagini per altro reato. Nella circostanza, a carico dell’agente emersero anche responsabilità per gli accessi abusivi ai sistemi informatici e a condotte di rivelazione di segreto d’ufficio.
Curioso, infine, il caso del 50enne Antonio Del Nobile detto “Riccardo”. Durante le indagini venne fuori che l’uomo avrebbe avuto il controllo dei furti d’auto nel territorio di Manfredonia. Avrebbe persino fatto stampare degli adesivi con scritto “Ricky ti guarda”, come fossero una garanzia di sicurezza. Chi poneva l’adesivo sulla propria autovettura era certo di non subire danni o rapine.
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