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Home - Giunta Episcopo a Foggia, tra gli eletti poca voglia di entrare in squadra. I desideri della sindaca

Giunta Episcopo a Foggia, tra gli eletti poca voglia di entrare in squadra. I desideri della sindaca

Secondo i rumors interni alla coalizione, la prima cittadina vorrebbe trattenere a sé tre deleghe. Per la Legalità si pensa a Daniela Marcone di Libera

Di Antonella Soccio
9 Novembre 2023
in Foggia, Politica
Episcopo; a destra, D'Urso e Luxuria; sotto, Quarato, Marcone e Russo

Episcopo; a destra, D'Urso e Luxuria; sotto, Quarato, Marcone e Russo

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La composizione della Giunta della neo sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo sta diventando un affare molto più complicato di quello che i maligni avevano ipotizzato all’indomani della festante vittoria al primo turno del campo largo progressista.

La ex dirigente dell’ufficio scolastico provinciale ci tiene a fare bella figura e a non apparire ostaggio di partiti, movimenti e maggiorenti civici, politici ed emilianisti.

È per questo che già prima che arrivasse Giuseppe Conte a vidimare il suo successo, insieme ai suoi spin doctors, aveva stilato una Giunta di tecnici e candidati consiglieri di sua fiducia, da sottoporre poi alle varie forze.

Secondo i rumors interni alla coalizione, Episcopo vorrebbe trattenere a sé, nominando persone di sua stretta osservanza e di alto profilo, ben tre deleghe. Un numero forse spropositato ove si consideri lo scarno risultato della sua civica Nessuno Escluso, per cui ancora si attende un riconteggio dei voti che potrebbe fare scattare un consigliere.

La sindaca vorrebbe persone a lei vicine per gli assessorati al Bilancio, è ancora in ballo Massimo Russo ex numero uno di Sanitaservice da lei molto stimato, alla Cultura, per cui oltre al “sogno” di Vladimir Luxuria potrebbero essere in lizza Peppino D’Urso, Gloria Fazia, Alessandra Benvenuto o qualche altro nome pescato da Unifg, e ai Lavori pubblici.

Per quest’ultimo assessorato il M5S potrebbe attirare a sé la delega attraverso l’ingegnere Giovanni Quarato o l’architetto Lauda; il primo non sembrerebbe orientato ad una nomina assessorile, preferendo ruoli consiliari o in commissione Territorio, come già nella scorsa consiliatura.

Per la Cultura c’è il “sogno” Luxuria. In lizza anche D’Urso e Fazia

In realtà, nessuno degli eletti pentastellati avrebbe colto l’invito del coordinatore Mario Furore a fare un passo in avanti per il governo della città. Gli assessori a 5 stelle dovrebbero essere cooptati dalla lista. Niente tecnici per le due deleghe di Ambiente e Welfare, prioritarie per il MoVimento.

Sia Francesco Strippoli sia Lucia Aprile, entrambi sostenuti da frange ambientaliste “miglioriste” per così dire come quella rappresentata da Gianmaria Gasperi non se la sentirebbero di ricoprire il ruolo di assessore all’Ambiente.

La presidente de La Società Civile, titolare di una piccola impresa di lavori di ingegneria naturalistica e stradali, come accade a molte donne sempre pronte a fare un passo di lato con eccessi di umiltà, non si sente ancora padrona di un incarico di tale responsabilità.

Strippoli invece temerebbe, anche per la sua esuberanza caratteriale una eventuale sua defenestrazione improvvisa, pur avendo ottenuto rassicurazioni dallo stesso Furore, stando alle analisi interne ai cinque stelle. I dirigenti pentastellati, infatti, qualora fossero indicati degli eletti farebbero firmare alla sindaca un documento nel quale si impegnerebbe a non “cacciare” gli assessori nominati. Tuttavia nessuno dei consiglieri vorrebbe lasciare lo scranno per cui sono stati votati dal popolo, come conferma più di un portavoce.

Potrebbero restare fuori dai giochi Palmieri e Pontone, primi dei non eletti nel Pd

Insomma, Antonella Zoppo amica personale dell’assessora Rosa Barone e grillina della primissima ora, prima dei non eletti, sembrerebbe destinata a restare fuori dall’aula consiliare.

Lo stesso dicasi forse per Annarita Palmieri e Italo Pontone del Pd, dal momento che la sindaca chiede competenza per gli incarichi da assumere e per la casella dell’Urbanistica vedrebbe bene la dem Maria Rosaria De Santis, la quale però apparirebbe incerta perché una sua nomina significherebbe congelare ogni appalto e incarico assunto nel Comune di Foggia come professionista con il suo studio.

Sono per ora ancora sotto traccia i mal di pancia di emilianisti e calendiani, che con questi possibili diktat della sindaca potrebbero veder ridimensionate le proprie ambizioni nell’esecutivo.

Un’altra casella essenziale per Episcopo, come già rimarcato dalla nostra testata,  è l’assessorato alla Legalità, per il quale immagina un nome altisonante della lotta alla mafia. In pole position nei desideri della prima cittadina ci sono Daniela Marcone di Libera e Pippo Cavaliere presidente onorario della Fondazione Antiusura Buon Samaritano, componente del comitato nazionale di solidarietà antiusura e antiracket e tra i principali artefici della produzione di informazioni e documentazione utile allo scioglimento per mafia. Qualcuno ha ipotizzato anche i nomi di Massimo Lucianetti, Pier Paolo Mascione, Franco Arcuri e Lino Panunzio.

Legalità, si pensa a Daniela Marcone di Libera ma occhio a Cavaliere

Cavaliere, ex collega di Giunta di Episcopo nell’amministrazione Mongelli, avrebbe fatto già sapere di non essere disponibile ad un coinvolgimento diretto nel governo della città. Ma non è escluso che possa aiutare la sindaca in un ruolo di regia tra le associazioni e le realtà che lottano contro la criminalità dentro un contenitore che vada oltre la semplice logica di una Consulta della Legalità.

Daniela Marcone che è stata al fianco di Episcopo nel laboratorio di partecipazione della Comunità Politica potrebbe accettare? È la domanda per ora senza risposta che si pongono in molti.

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Tags: Foggia
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