Un esercito di circa 700 candidati il 22 e 23 ottobre – e al ballottaggio se ci sarà – si giocherà la partita elettorale per entrare nel Consiglio comunale a 32 eletti ed elette.
Chiunque sarà il sindaco o la sindaca, la battaglia per l’elezione al primo turno, prima del premio di maggioranza, è una sfida durissima, spesso tutta interna ai partiti e alle coalizioni, per strappare seggi. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di rappresentare le forze in campo. Cominciamo dal centrodestra, che ha il favore del governo nazionale.
La trazione meloniana
Nella coalizione che sostiene il candidato sindaco di centrodestra Raffaele Di Mauro, sulla carta la parte del leone dovrebbero averla i Fratelli d’Italia, che hanno schierato una lista molto competitiva, che punta ad eleggere almeno 4 consiglieri.
L’obiettivo per tutti è sfondare quota 1000 e in tanti ci proveranno. Dall’avvocato Valerio Vinelli, che giovanissimo nel 2014 con la lista civica di Luigi Miranda ebbe un risultato vicino ai 700 voti, al tandem di ex consiglieri Salvatore De Martino e Concetta Soragnese, vicini al mondo del welfare. L’ex assessore Claudio Amorese mira all’elezione al primo turno, così come anche Gianni Di Lauro, che ha il sostegno della senatrice Anna Maria Fallucchi, e Gianni Perdonò, candidato di bandiera dei centristi meloniani del consigliere regionale Giannicola De Leonardis. Non vuole sfigurare neppure Giuseppe Pertosa. C’è poi il ticket di giovani identitario composto da Mario Giampietro e Daria Cascarano. Insomma i meloniani dovrebbero trainare l’intera coalizione. Obiettivo minimo: 15%.
In Forza Italia, senza più la mole di voti dei fedelissimi di Franco Landella, la competizione interna vede favoriti Paolino La Torre, il decano Mimmo Verile, Gino Fusco, Alfonso Buono e Pasquale Rignanese. Sarà supportato da tutto il partito invece il segretario cittadino Antonio Vigiano in Prima Foggia, la lista con richiamo leghista. Per il secondo piazzamento si è già prenotato lo storico salviniano della primissima ora Silvano Contini.
Mira all’elezione un figlio d’arte assai apprezzato nei mondi professionali, l’avvocato Oreste Di Giuseppe, figlio di Franco compianto dirigente democristiano e fittiano, il quale da candidato nella civica di Di Mauro, ha amicizie trasversali, se si considera che è tra i sottoscrittori dell’esposto in procura contro Amiu Puglia.
Lo spettro di Franco Landella per Di Mauro è sempre dietro l’angolo, ma in tanti ormai, dopo le inchieste e lo scioglimento, dubitano della sua reale capacità di attrazione con l’elettorato. La sua macchina del consenso potrebbe essere fortemente appannata.
Il campo larghissimo
Si preannuncia una lotta cruenta la disputa per i seggi nella coalizione che sostiene Maria Aida Episcopo. Addirittura 10 le liste: Comunità Politica, che ha come suo ariete il prof universitario Luciano Beneduce; Italia del Meridione con frontman Pasquale Cataneo; il M5S, la civica della candidata sindaca Nessuno Escluso; Noi Popolari; il Pd; Riscossa Civile che unisce i simboli di Senso Civico, Psi e Europa Verde; Con; Azione-Tempi nuovi che assomma Popolari, calendiani, renziani e anime socialiste e Popolari per Foggia, lista costruita a immagine e somiglianza di Max Di Fonso.
Ebbene, se il Pd dovesse avere la maggior percentuale, la lotta è tutta per il secondo posto tra Con la lista costruita da Rosario Cusmai, M5S e Azione Tempi Nuovi, rassemblement immaginato dal consigliere regionale Sergio Clemente e da Sabino Colangelo.
Tra i civici emilianisti Cusmai scommette su almeno 8 nomi: i due ex sindaci dei Monti Dauni, ma foggianissimi, Antonio Montanino e Pasquale Ciruolo, Paolo D’Agnone, Domenico Di Molfetta, Gabriella Grilli, Giulio De Santis, Achille Capozzi e la dottoressa Roberta Apicella. Chi conosce i civici però rimarca la qualità della lista, che non dovrebbe avere nessun riempitivo. Nessuno dovrebbe scendere sotto quota 100 consensi.
Se il Pd dovesse confermare le performance del 2019 saranno tre gli eletti al primo turno. La sfida è aperta tra almeno tre donne: Anna Rita Palmieri, Lia Azzarone e Alice Amatore (non necessariamente in quest’ordine), tallonate dallo storico Italo Pontone, oggi primario del Don Uva, dal segretario cittadino Davide Emanuele, il vigile del fuoco Francesco De Vito e il dirigente Gianluca Ruotolo.
L’agone interno è anche tra le due fazioni, Schlein e Bonaccini. I giovani candidati Amatore e Mario Cagiano, supportati da Peppino D’Urso ed espressione locale della segreteria nazionale si giocano anche la leadership del partito e del gruppo.
In Riscossa Civile il dirigente nazionale socialista Luigi Iorio ha il supporto dell’avvocato Giulio Scapato, rappresenta invece i Verdi Fabrizio Cangelli. Corroborano la lista anche Paolo Mongiello e Leonardo Marino. Quanti voti potrà trasferire Scapato? È difficile dirlo, ma il suo segretario cittadino Mino Di Chiara, da cacciatore di Federcaccia in conflitto con gli ambientalisti, si è sfilato da quel raggruppamento scegliendo Azione, dove sono confluiti anche i socialisti Saverio Cassitti e Pino Lonigro, per poco tempo ammaliato da Giuseppe Mainiero, in ticket con la giovane Cristiana Zobel.
È proprio nel terzo polo che potrebbero esserci i risultati più eclatanti. Oltre a Lorenzo Frattarolo e Paolo Frattulino la lista avrà anche Carmen Russo, figlia dell’ex assessore dem Pasquale Russo, che nel Pd con le sue sole forze ottenne nel 2019 560 voti e che questa volta corre in ticket con Mino Di Chiara e Antonello Di Paola, ex landelliano ed ex azzurro.
È gentile la sfida tra i pentastellati. L’ex capogruppo Giuseppe Fatigato ha scelto di non candidarsi per tentare la carta del congresso cittadino. Corrono per l’elezione l’ingegnere Giovanni Quarato, Francesco Strippoli, Lucia Aprile, Mario Dal Maso, la veterinaria Simona Mendolicchio e Antonio Lo Conte. Porta idee invece Giorgio Cislaghi.
I civismi
È al momento imponderabile il peso dei candidati delle tre opzioni civiche di Giuseppe Mainiero, Nunzio Angiola e Antonio De Sabato.
Nelle liste di De Sabato e di Mainiero si sono frantumati molti aneliti pentastellati, che sottrarranno voti al M5S. Gli attivisti, un tempo vicinissimi a Rosa Barone, Marco Papicchio e Salvatore Imperio sono con Mainiero, Alessio Lusuriello con De Sabato.
Mainiero, che ha come testimonial il consigliere regionale Antonio Tutolo, ha un mix di identità di destra, uno fra tutti il prof e giornalista Damiano Bordasco, e di pulsioni di rinnovamento dal basso.
Nunzio Angiola ha schierato i mondi professionali, sorprende la presenza in una delle sue liste del prof dell’Accademia di Belle Arti Antonino Foti, amico personale dell’ex king maker del centrodestra Massimino Di Donna. (In foto, Pontone e Vigiano; sotto, Vinelli, Amorese e Quarato; a destra, Azzarone, Grilli e Soragnese)












