“Frisa a 20 euro? Io la mangio a casa ma se chi è in vacanza vuole pagarla tanto non possiamo vietarlo”. Lo ha detto l’assessore al Turismo della Puglia, Gianfranco Lopane, in una intervista a Repubblica.
“Io la mangio a casa e comunque le mangerei anche fuori – ha spiegato -. Le nostre friselle hanno un sapore legato alla capacità dei nostri produttori di panificare o di fare olio”. Sui costi spropositati denunciati da alcune famiglie, dice: “Io mi rifaccio agli studi e alle statistiche con note metodologiche serie. Negli ultimi giorni non ho visto grande attendibilità nei numeri e nelle rilevazioni che girano, sembra più che altro una nevrosi ferragostana. Indagini come quella condotta da Demoskopica non riportano la Puglia tra le regioni dove ha maggiore peso il fenomeno inflattivo, che pure c’è stato. Per me conta più questo che l’aneddotica”. Poi, incalzato dalla giornalista sugli aumenti, ammette:
“Non lo nego, i fenomeni inflattivi sono incontrovertibili e sono legati alla capacità di spesa degli italiani ma anche alle spese in più che devono sopportare gli operatori turistici, legati ai tre cigni neri che si sono susseguiti in questi anni: Covid, aumento dei costi energetici e guerra in Ucraina. Ma poi c’è l’altra faccia della medaglia. Ed è che il mercato turistico è completamente cambiato, non possiamo pensare alle vacanze di tre lustri fa. Ora si tende a fare più periodi di vacanze con periodi più corti, gli short break – conclude -. Se non si coglie questo non si capisce come sta cambiando il mondo”.













