Ma Alain Elkann dove ha vissuto fino ad oggi? In una bolla? Viene da chiederselo dopo il suo articolo su “La Repubblica” nel quale racconta il viaggio in treno verso la provincia di Foggia. Il giornalista e scrittore, infatti, padre dei noti John e Lapo Elkann, si è recato a Vieste ospite della kermesse letteraria “Il Libro Possibile”.
Piuttosto grottesca la rappresentazione dei passeggeri che erano con lui sul treno “Italo” da Roma a Foggia. Elkann definisce “giovani lanzinecchi senza nome” alcuni ragazzi che si stavano recando nel capoluogo dauno. Descritti in t-shirt, cappellino da baseball, scarpe Nike, “tutti con un iPhone in mano”, guarda che novità. “Nessuno portava l’orologio. Avevano tutti braccia, gambe o collo con tatuaggi”.
Lui invece – scrive ancora – indossava un vestito di lino blu e camicia leggera e aveva una cartella marrone di cuoio con dentro il Financial Times, il New York Times e Robinson, il supplemento di Repubblica. Stava anche finendo di leggere un libro di Proust. Il tutto mentre i ragazzi, altra grande novità, parlavano ad alta voce. “Come fossero i padroni del vagone, non curanti di chi stava attorno”. Capita nel mondo dei più giovani.
Al limite del ridicolo quando Elkann afferma di aver temuto di aver sbagliato treno: “Non sapevo che per andare da Roma a Foggia si dovesse passare da Caserta e poi da Benevento”.
Quasi scandalizzato, poi, nel sentire i giovani parlare di ragazze e di come abbordarle in spiaggia. Sicuramente con toni e termini evitabili, ma nulla di clamoroso. “Loro erano totalmente indifferenti a me, alla mia persona, come se fossi un’entità trasparente, un altro mondo”.
“Parlavano forte, dicevano parolacce, si muovevano in continuazione, ma nessuno degli altri passeggeri diceva nulla. Avevano paura di quei ragazzi tatuati? Arrivando a Foggia, mi sono alzato, ho preso la mia cartella. Nessuno mi ha salutato, forse perché non mi vedevano e io non li ho salutati perché mi avevano dato fastidio quei giovani ‘lanzichenecchi’ senza nome”.
Il suo articolo ha scatenato numerose reazioni sui social, tutte molto critiche nei confronti della ricostruzione tracciata da Elkann.












