“Io dormivo. È venuto a svegliarmi. Aveva il coltello tra le mani e ripeteva: ‘Ho ucciso anche quello’, ma io non ho capito cosa intendesse e che si riferisse a Massimo. Poi in camera da letto è arrivata Jessica che aveva sentito le voci, i rumori. E ha cercato di difendermi. Non so come ci siamo ritrovate nel soggiorno. Aveva accoltellato lei e anche me. Insulti, ingiurie, parolacce mentre ci colpiva. E filmava”. È lo sconvolgente racconto di Tefta Malaj ai microfoni de “La Vita in Diretta” su Rai 1. Suo marito Taulant è il reo confesso del duplice omicidio della figlia Jessica, 16 anni e del 51enne Massimo De Santis che il killer riteneva amante della moglie.
“Le dicevo resisti, resisti. Non ti addormentare. Le tenevo la mano sulla ferita per fermare il sangue. Parlami. Non mi lasciare. Lei mi guardava, ma non aveva la forza di parlare. Non riesco a stare senza di lei”. Poi sul futuro: “Voglio ripartire da me e da mio figlio (un bimbo di 5 anni sfuggito alla furia omicida del padre). Lui è la mia forza. Voglio andare via da Torremaggiore. Prima qui mi sentivo a casa. Ora non più. Mi sento osservata, giudicata, colpevolizzata. Mi guardano tutti in modo strano, anche l’altro giorno quando ero dal medico. Io ho studiato per fare la OSS e mi piacerebbe lavorare in un ospedale, aiutare gli altri. Vorrei una casa e un lavoro. Non ho bisogno di altro. Mi rimboccherò le maniche, come ho sempre fatto e costruirò il nostro nuovo futuro. Lo farò per mio figlio che sta soffrendo tanto e parla sempre di Jessica. Gli manca Jessica. Lui dice che è andata in cielo salendo le scale. “Mamma non andare via”, mi dice quando mi allontano, il mio cuore è pieno di amore per te”.










