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Home - Attese e aggressioni in pronto soccorso a Foggia, gli operatori: “Ora parliamo noi, curiamo i veri pazienti non chi intasa le corsie”

Attese e aggressioni in pronto soccorso a Foggia, gli operatori: “Ora parliamo noi, curiamo i veri pazienti non chi intasa le corsie”

Di Redazione
5 Dicembre 2022
in Sanità & Salute
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Dopo le fibrillazioni in Pronto soccorso dei giorni scorsi, il personale del “Riuniti” scrive una lettera ai cittadini, cercando di ‘ribaltare’ le accuse mosse in questi giorni. “Questa volta scriviamo noi, basta violenze e aggressioni, lasciateci lavorare in pace”.

“E se fossimo noi per una volta a dirvi che entrate nei Pronto Soccorso a fare i padroni, alzando la voce, non rispettando il dolore, il lavoro e soprattutto non rispettando le file gestite da un sistema triage di cui non sapete nulla ma pretendete di saperne? – scrivono in una missiva pubblicata da Assocarenews -. Capiamo bene che l’attesa è dolorosa, ma minacciare e aggredire demotiva tutti noi che stiamo portando avanti un intero pronto soccorso, un Dea di II Livello, con meno della metà dei medici in servizio, personale OSS inesistente, infermieri costretti a fare più di quello che gli spetta… e vi dico che se dovessimo farlo per quelli come voi, penso che avremmo tutti cambiato reparto. Noi lo facciamo per passione. Lo facciamo perché l’urgenza è parte di noi. Lo facciamo per il paziente, quello vero! Pensatela al contrario: se qualcuno venisse nei vostri luoghi lavorativi e pretendesse di saperne più di voi e dopo le dovute spiegazioni vi minacciasse di aggressione, cosa fareste? Sapete che con numeri alla mano la Regione Puglia colleziona chiamate al 118 e ingressi al pronto soccorso impropri molto più di tutte le altre regioni? Cercate di ascoltare quando vi parliamo…”.

Poi proseguono: “Ognuno di noi è stato dall’altra parte almeno una volta e siamo i primi a non volere attesa, e vi assicuro che le dinamiche e i momenti concitati negli ambulatori o al triage in cui in pochi minuti devi riuscire a capire l’urgenza, a fare differenze, a prevenire le patologie che hanno un tempo, ce ne sono e non sono trascurabili. Dunque, capiamo quando alzate un po’ la voce, quando aspettate il vostro turno più del dovuto ma sappiate che quando aggredite o minacciate di aggressione, l’operatore che è di fronte a voi vi può figlio/a, fratello, sorella, padre, madre… e la violenza verbale e fisica non paga mai. Piuttosto cercate di non intasare i pronto soccorso per cose che potrebbero tranquillamente gestire i vostri medici curanti. Essere pronti aiuta il soccorso”, concludono.

Tags: pronto soccorso foggia
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