Ex socio di Soumahoro: “Cacciato perché facevo domande sui soldi spesi. Qui c’è la guerra a causa sua”

Dubbi su una raccolta fondi attraverso la piattaforma ‘GoFundMe’ e su presunte irregolarità nella gestione delle donazioni da parte dell’attuale parlamentare. Parla Sambarè Soumaila

“Aboubakar ha creato tutto questo, e ora qui”, nel ghetto di Torretta Antonacci (Foggia), “c’è la guerra”. Così, in una intervista alla Stampa, Sambarè Soumaila, che assieme a Soumahoro ha fondato la Lega Braccianti. “Volevamo sapere come venivano spesi i soldi e a un certo punto siamo stati cacciati”, racconta riferendosi alla raccolta fondi attraverso la piattaforma ‘GoFundMe’ e a presunte irregolarità nella gestione delle donazioni da parte del parlamentare.

Alcuni mesi fa, ricorda il quotidiano, fu l’Usb a farsi portavoce dei dubbi su quei fondi, dopo il reclamo di Sambarè e di un altra persona, rientrati nel sindacato. “Lui disse che sul conto c’erano 250mila euro. Ne abbiamo spesi circa 60mila per comprare cibo e distribuirlo nei ghetti nel periodo del Covid. Invece a noi risulta che avrebbe dato rimborsi spese alle persone che lo accompagnavano. A quel punto gli chiedemmo un estratto conto perché non eravamo a conoscenza di quanto spendeva. Gli abbiamo anche chiesto di poter usare una parte della somma raccolta in favore degli abitanti e che avremmo portato le ricevute. Lui fu d’accordo, disse di aprire un conto affinché ci trasferisse del denaro. Invece avrebbe raccontato che noi volevamo fregare i soldi della Lega. E gli altri se la sono presa con noi”.

Sambarè conosce Soumahoro “di persona dal 2017. Ho lavorato con lui per 4 anni. Per la Lega Braccianti avevamo progetti e proposte, ma lui diceva sempre di no. Voleva decidere tutto. Non ci ha mai raccontato della cooperativa dei suoi familiari”. (Ansa)

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