“Anni Bui”, a Foggia le storie sconosciute di uomini in divisa ammazzati dal terrorismo: dal 1956 al 1980

Il libro del giornalista e storico Salvatore Lordi cerca di restituire a quei carabinieri, finanzieri, poliziotti e ai soldati dell’Esercito, i momenti più teneri e intimi vissuti all’interno delle loro famiglie

Cosa sappiamo dell’Italia segnata dalla ferocia dell’irredentismo sudtirolese che solo negli anni sessanta mise a ferro e a fuoco l’Alto Adige lasciando sul terreno decine di uomini in divisa al confine con l’Austria. E cosa c’è da scoprire ancora degli anni settanta, gli “anni di piombo”, attraversati dalla lotta armata e dalle stragi impunite.

Forse negli ultimi quarant’anni si è detto tutto, o quasi, di un fenomeno che ha lacerato un Paese portandolo sull’orlo della guerra civile. Si sa poco, anzi nulla, di coloro che, indossando una divisa, furono ammazzati dalla violenza politica.

Nella follia di quegli anni, di loro si ricorda a fatica un volto, forse la strada dove trovarono la morte. Bersagli anonimi diventati, nel tempo, meri numeri negli annuari di statistica

Il libro del giornalista e storico Salvatore Lordi “Anni bui”, edito da Bibliotheka Edizioni, cerca di restituire a quei carabinieri, finanzieri, poliziotti e ai soldati dell’Esercito, i momenti più teneri e intimi vissuti all’interno delle loro famiglie. Nel ricordare tutte le vittime pugliesi di quegli anni, l’autore traccerà un ricordo dell’appuntato di Pubblica Sicurezza Giuseppe Filippo, dal racconto che ne fa la moglie Giuseppina Colaci.

“Sono entrato in punta di piedi e con rispetto nelle loro case – scrive Lordi – dove, spesso, il mio sguardo veniva rapito dalle foto del loro caro poggiata su un comò e piano piano, al cospetto di quelle immagini, ho raccolto storie emozionanti di vedove e figli, cercando di far emergere vite straordinarie che, in molti casi, erano state deliberatamente cancellate dai ricordi”.

Con una prefazione del Magistrato Guido Salvini, “Anni Bui” ospita all’interno le testimonianze dei vertici delle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza) e ripercorre 25 anni di storia del terrorismo in Italia. È sicuramente un diario intimo e sconosciuto al nostro Paese dove mogli, figli, fratelli dei tanti poliziotti, carabinieri, finanzieri e ufficiali dell’Esercito ammazzati per mano dei terroristi, narrano, con una semplicità disarmante, le loro vite lasciate in sospeso. C’è chi tratteggia la scena del suo matrimonio, chi una passeggiata al parco; e chi, come i figli, dei regali ricevuti al compleanno o di uno scappellotto per non aver studiato. Pagine che aprono, per la prima volta, la porta delle loro case rimaste chiuse fino ad oggi e che vivono in questo libro unico nel suo genere.

“La ricerca di Salvatore Lordi – scrive il magistrato Guido Salvini nella prefazione – riempie una pagina vuota della nostra memoria, porta alla luce storie che sinora erano rimaste solo ricordi personali e familiari, a rischio di diradarsi e scomparire. Ma grazie a questo libro, che andrebbe letto anche nelle scuole, non sarà così”.

“Il libro ha il merito di toccare argomenti a me molto cari – testimoniò nel libro l’allora Capo della Polizia Franco Gabrielli – al quale torna alla memoria un passo delle Filippiche di Cicerone: “La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi”.



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