Ancora macerie a 20 anni dal terremoto, viaggio a Casalnuovo: “200 case da mettere in sicurezza, paese si sta spopolando”

Il sisma causò la morte di 27 bambini e della loro maestra della scuola. I danni maggiori in Capitanata, a Casalnuovo Monterotaro, una decina di chilometri in linea d’aria dall’epicentro

A vent’anni esatti dal terremoto di San Giuliano di Puglia in Molise, siamo tornati nei comuni del Foggiano maggiormente colpiti da quel sisma che causò la morte di 27 bambini e della loro maestra della scuola di san Giuliano. I danni maggiori in Capitanata, a Casalnuovo Monterotaro, una decina di chilometri in linea d’aria dall’epicentro. Qui le case danneggiate sono state ben 800, 500 delle quali hanno subito danni gravi.

In vent’anni sono stati ultimati 300 progetti, altri 200 sono fermi al palo come il palazzo storico di via Roma, semidistrutto come testimoniano le nostre immagini. Qui il tempo è fermo a quel lontano 31 ottobre 2002. “Purtroppo la situazione è questa – ci racconta Vincenzo -, evidentemente sono finiti i fondi per questi piccoli comuni che spesso vengono dimenticati, e non solo per il terremoto. E questo non è l’unico edificio in queste condizioni. Forse non ci crederete, ma a Casalnuovo si sono registrati più danni che nei paesi del Molise. Ovviamente la perdita di 28 anime a San Giuliano di Puglia ha giustamente fatto accendere i riflettori in quella zona, ma anche qui, se pur non avendo subito perdite umane, i danni ci sono stati”.

Raggiungiamo l’attuale sindaco di Casalnuovo, Pasquale Codianni. “Ad essere sincero, molto è stato fatto in termini di ricostruzione, ma c’è ancora tanto da fare. Ci sono ancora 200 unità immobiliari da mettere in sicurezza. E sono tutte famiglie che vogliono rientrare a Casalnuovo. Il mio paese si sta spopolando, ecco perché oggi approfitto della vostra presenza per chiedere un aiuto serio alla Regione Puglia e al Governo centrale”.



In questo articolo: