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Home - Morte di un detenuto nel carcere di Foggia, il Sappe: “Ancora fango sulla Polizia Penitenziaria”

Morte di un detenuto nel carcere di Foggia, il Sappe: “Ancora fango sulla Polizia Penitenziaria”

Di Redazione
20 Ottobre 2022
in Cronaca
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“Ormai è diventato uno sport nazionale quello di gettare fango per qualsiasi cosa che avvenga nel carcere, sulla polizia penitenziaria”. Lo scrive il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria dopo il caso del 30enne trovato morto in cella a Foggia. “La più famosa è stata la signora Cucchi sorella del detenuto morto in ospedale, che per mesi ed anni grazie alla connivenza di giornalisti ‘democratici’ ha gettato fango e di più sull’Istituzione penitenziaria e più precisamente su alcuni poliziotti penitenziari e le loro famiglie trattati come i peggiori delinquenti, aguzzini, massacratori che dopo essere stati distrutti moralmente dalla gogna mediatica messa in piedi da una certa parte politica, sono risultati completamente estranei al fatto, senza nemmeno le ‘scuse’ della neo eletta senatrice. Da allora ogni evento che accade nel carcere deve essere stato per forza determinato dalla brutalità dei poliziotti che si nutrirebbero di pane e violenza bieca”.

Poi il Sappe parla del recente caso foggiano. “Così siamo arrivati al 18 ottobre, giorno in cui il detenuto Osama Paolo Harfachi è stato trovato morto nella stanza che condivideva con altri detenuti. Lo stesso che era stato arrestato qualche giorno prima per una rapina, avrebbe passato la trafila prevista dalle norme vigenti in materia di prevenzione di covid, e poi sistemato in una stanza insieme ad altri detenuti che non si sarebbero accorti di nulla. Infatti l’allarme è stato dato dal poliziotto addetto alla sezione che verso le ore 8 circa, effettuando il giro di controllo, lo avrebbe visto steso sul materasso come se dormisse. Subito dopo è ripassato e non ricevendo alcuna risposta dallo stesso, avrebbe dato l’allarme con l’intervento immediato dei sanitari che ne avrebbero constatato la morte. Inoltre, per eliminare qualsiasi sospetto il magistrato di turno avrebbe disposto l’autopsia del cadavere da parte di un medico legale nonché provveduto ad interrogare i compagni di stanza nonché dei poliziotti in servizio. Per cui stiano tranquilli i genitori del detenuto morto, poiché è stato fatto tutto quello che era necessario per chiarire il tragico accadimento, con la magistratura che non ha aspettato la loro denuncia  per aprire un fascicolo sulla vicenda”.

“Il Sappe, oltrechè attendere con fiducia i provvedimenti che il magistrato adotterà, pur comprendendo il dolore per la perdita di un figlio, non può non sottolineare che deve finire questa caccia al poliziotto penitenziario, poiché da anni a questa parte sono i lavoratori penitenziari che vengono fatti oggetto quasi giornaliero di aggressioni (tra l’indifferenza di tutti) e violenza varia da parte dei detenuti, che in molte occasioni hanno richiesto il ricovero in ospedale con danni permanenti”.

Tags: Carcere di Foggia
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