Riuniti di Foggia, pietra tombale sulla riqualificazione di via Pinto: revocata la gara da 1,5 milioni voluta da Dattoli

Era in uno dei filoni d’indagine della Guardia di finanza. Pasqualone, facendo leva sulle ripercussioni economiche negative della guerra in Ucraina, mette fine al progetto

Comincia a sgretolarsi il progetto di riqualificazione del Policlinico “Riuniti” di Foggia voluto dall’ex manager Vitangelo Dattoli. Il commissario straordinario, Giuseppe Pasqualone, ha firmato la delibera che revoca la procedura di gara da 1,5 milioni di euro per il restyling di via Luigi Pinto. Il progetto era finito al centro di uno dei quattro filoni di indagine della Guardia di finanza su diversi appalti in ospedale.

I lavori erano stati finanziati con il “Patto Puglia” del 2017 e riguardavano un pezzo dell’ambizioso progetto di ridefinizione di una parte della città. Alla gara, a febbraio del 2020, si presentarono 8 imprese. Da allora, anche per via del terremoto giudiziario, non c’è nessun aggiornamento. “A tutt’oggi, per la procedura che ci occupa, non risulta intervenuta l’aggiudicazione né la proposta di aggiudicazione né, invero, risultano aperte le buste tecniche e le buste economiche”, precisano dal Policlinico. “È di palmare evidenza che – aggiungono in delibera -, per cause non prevedibili al momento dell’adozione del provvedimento di indizione della gara, la situazione di fatto risulta drasticamente mutata a cagione delle ricadute economiche negative a seguito delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria globale derivante dalla diffusione del virus SARS-CoV-2 nonché per l’effetto della grave crisi internazionale causata dai fatti avvenuti ed in corso in Ucraina. In relazione agli appalti pubblici di lavori il legislatore è intervenuto a più riprese per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici”.

Poi ancora: “L’incremento dei prezzi rende obiettivamente inadeguato il quadro economico di progetto, suscitando serie perplessità circa l’effettiva rimuneratività delle offerte pervenute – che peraltro oggi non sono più vincolanti per gli offerenti considerato che sono spirati i sopra menzionati 180 giorni – con tutti i conseguenti rischi relativi a ritardi nelle lavorazioni, cattiva esecuzione delle opere e potenziali contenziosi”. Peraltro, il Riuniti non aveva fissato nessun vincolo nella procedura. Dunque, facendo leva sulle ragioni di carattere finanziario, l’attuale management ha messo una pietra tombale sulla gara che contrassegnava un asset importante della mission di Dattoli.

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