Giustizia lumaca sulla morte di Camilla. “È ora di darsi una mossa. Gente perbene merita rispetto”

Circa sette mesi dalla tragedia di via Matteotti ma nessuna novità sul caso. Il compagno Aiezza: “Assistiamo ad un sistema ancora più lento del solito”

Circa sette mesi dalla morte di Camilla Di Pumpo ma nessuna novità sul piano delle indagini. Il decesso della giovane avvocata, dopo un incidente in via Matteotti lo scorso 26 gennaio, sconvolse Foggia per le modalità e per la giovane età della vittima, appena 27enne.

Oggi sulla vicenda è tornato a parlare, attraverso i social, il compagno di Camilla, l’avvocato foggiano Mario Aiezza. Il suo è uno sfogo: “Nessuna misura cautelare, nonostante fosse evidente sin dalle prime immagini che la macchina di quel criminale fosse come un proiettile sparato ad altezza uomo. Se vai così forte, in città, in una strada del genere, lo metti in conto che puoi uccidere. E infatti hai ucciso, criminale. Nessuna misura cautelare, nonostante fosse stato sin da subito evidente la personalità del soggetto, dedito alle folli corse in auto e all’ostentazione di una vita a dir poco al limite. Lo dicevano i suoi video sui social. Chiaramente. Ostentandolo. Nessuna misura cautelare. È legittimo eh, ma un tantino strano visto che spesso se ne abbonda. Ma no, in questo caso no, nessuna. Nonostante si fosse sottratto nell’immediatezza del fatto a farsi identificare quale conducente dell’auto. Quale assassino, in pratica. Niente, libero. Legittimo, ma strano. Parecchio”.

Poi Aiezza continua: “Una città che chiedeva risposte, che pretendeva risposte, una famiglia che aveva ed ha il diritto di avere risposte serie, forti, decise, concrete. Nulla. Sinora nulla. Sinora, dopo quasi sette mesi, si assiste ad una giustizia ancor più lenta del solito. Una lentezza che fa male ad un’intera città. Una città che non può credere che sia normale sfrecciare come un proiettile su Via Matteotti e spezzare la vita ad una meravigliosa ragazza di 25 anni. Senza conseguenze immediate. Serie. Rapide. Ad oggi, invece, questa giustizia, sta mostrando alla città la parte peggiore di se. E dispiace, molto. Soprattutto per chi ci crede alla giustizia. Camilla sicuramente ci credeva. E tanto. È ora di darsi una mossa. Per rispetto a Camilla, per rispetto alla sua famiglia, per rispetto alla città intera, a tutta la gente perbene che qui vive e vuole sentirsi tutelata, rispettata”.



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