In corsa alle elezioni anche Aboubakar Soumahoro, leader di molti migranti a Foggia. Candidato per Verdi e Si

Per anni si è occupato come sindacalista della condizione dei lavoratori agricoli e dei braccianti. Non si contano i cortei da lui capeggiati in Capitanata, da Mezzanone al Gran Ghetto

Quella sui migranti potrebbe essere la vera campagna elettorale delle prossime elezioni politiche in provincia di Foggia. La notizia lanciata da Europa Verde e Sinistra italiana sulle candidature di Aboubakar Soumahoro e Ilaria Cucchi ha scosso il mondo politico e sindacale di Capitanata. Il portavoce dei Verdi Angelo Bonelli e il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni hanno annunciato che Cucchi e Soumahoro saranno candidati nei collegi uninominali e saranno anche capilista nel proporzionale. Soumahoro sarà candidato in tutte quelle province dove il sindacalista lotta da anni contro il caporalato, per i diritti dei braccianti e dei più deboli, e quindi anche in Puglia, in Capitanata.

Aboubakar Soumahoro è nato in Costa d’Avorio, giunto in Italia nel 1999, per anni si è occupato come sindacalista della condizione dei lavoratori agricoli e dei braccianti. Non si contano i cortei da lui capeggiati che dal Gran Ghetto o da altri punti delle campagne del Tavoliere sono arrivati con le loro denunce e le loro vertenze in Prefettura a Foggia. Sempre presente ad ogni dramma, ad ogni baracca andata in rogo a causa di stufe di fortuna. Se davvero sarà capolista dei rossoverdi potrebbe fare una dura campagna elettorale contro la Lega, che in provincia di Foggia con Raimondo Ursitti e il leader Matteo Salvini punterà tutto sull’immigrazione, sui ghetti abusivi e sulla narrazione anti migranti.

È iper critico sulla carriera di Aboubakar Santo Mangia, storico sindacalista dell’Usb. “Abou è candidato. È riuscito in ciò che voleva e si candida con Minniti e soci che tanto lo hanno fatto penare per i Lavoratori della terra, quelli che spazzano la schiena nei campi per portare sulle nostre tavole i prodotti della terra. In questo è un traditore perché anche lui è entrato nell’ottica di turarsi il naso per uno scranno da 15mila euro al mese. Ha deluso me, che lo ho ospitato in casa mia, per il modo in cui ha abbandonato il mio sindacato senza nessuna spiegazione ma con il senno di poi lo abbiamo capito, stare con Usb gli chiudeva tutte le strade per il suo futuro. I lavoratori di Torre Antonacci lo hanno compreso”.



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