Torture in Rsa, la figlia di un anziano: “Mio padre peggiorava ogni giorno e aveva lividi. Nostre lamentele ignorate”

La signora Monica Guerra dopo il caso degli oss della “Stella Maris” arrestati. “Come in ogni professione ci deve essere amore, in questo caso non c’è mai stato”

Dopo le botte e gli insulti ai danni dei poveri ospiti della Casa per anziani Stella Maris di Manfredonia, arrivano le prime reazioni dei parenti di chi ha un familiare ricoverato nella struttura di Siponto. Rabbia, amarezza e soprattutto voglia di giustizia emerge dai primi commenti. Monica Guerra fino a qualche giorno fa aveva in struttura il suo papà, ora ricoverato presso l’ospedale di Manfredonia perché in precarie condizioni di salute. Il signor Guerra non risulta tra coloro che hanno subito gli abusi, ma la figlia Monica ha voglia di parlare.

“Assurdo quello che è accaduto, ma un po’ me lo aspettavo perché vedevo mio padre peggiorare di giorno in giorno. Più volte l’ho fatto notare, ma loro hanno sempre ignorato le nostre lamentele. Papà non risulta tra i 14 casi accertati di violenza fisica, anche se abbiamo notato dei lividi sulle braccia, ma non abbiamo mai pensato a violenza fisica nei suoi confronti. Nel caso specifico – aggiunge Monica Guerra – mio padre ha avuto un grave deterioramento delle sue condizioni di salute, dimagrendo di quasi 25 chili nell’arco di 2 mesi. Più volte ho fatto presente che papà avendo una patologia importante come la demenza senile, aveva bisogno di essere imboccato. Ora ci auguriamo che mio padre possa recuperare, poi vedremo il da farsi. Oggi senza accertamenti non mi sento di attribuire le colpe alla struttura, anche se un calo ponderale superiore al 5% al mese rientra nell’ambito di malnutrizione grave”. Tornando agli abusi, perché gli oss in questione sono arrivati a fare tanto? “È una questione di coscienza. Come in ogni professione ci deve essere amore, in questo caso non c’è mai stato”.

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