“Di Bari? Un ‘esperto’ economista che ha distrutto la storia della Mucafer”. La piccata risposta di D’Errico

Attacchi alla presunta gestione fallimentare del Gal Daunofantino. Ecco che arriva la replica dell’ex presidente

Un recente articolo apparso su un quotidiano locale, a firma dell’economista manfredoniano, Nicola Di Bari, sulla presunta gestione contabile fallimentare del GAL Daunofantino, ha di fatto costretto l’ex presidente della Mucafer e dello stesso GAL, Luca D’Errico, ad intervenire con una nota stampa. “Ho letto una serie di inesattezze in quell’articolo. Il dott. Di Bari si definisce un esperto economista, a mio avviso non sapendo nemmeno il significato di tale definizione. E purtroppo mi ha scatenato una forte rabbia nella mia memoria, di quella che è stata una brutta parentesi della mia vita professionale e personale. Questa persona che si definisce un esperto economista ha distrutto la storia della Mucafer, una delle realtà imprenditoriali più importanti di Manfredonia. Quando, nella metà degli anni ’90 il famigerato economista – aggiunge D’Errico – arrivò a Manfredonia all’interno della società Mucafer,  ci accorgemmo subito delle sue scarse capacità amministrative e finanziarie, tanto da far preoccupare l’intera dirigenza”.

Poi aggiunge: “Una volta terminato il mandato di presidente e dopo il cambio della dirigenza, con stupore e se vogliamo anche preoccupazione apprendevo che addirittura gli avevano affidato il ruolo di direttore amministrativo. Con quale risultato? Il fallimento della Mucafer che con tanti sacrifici noi umili e modesti operai avevamo portato    a livelli alti, facendola conoscere anche nel panorama nazionale dell’imprenditoria edile. Il cosiddetto esperto economista ha fatto fallire la Mucafer con i suoi artifizi contabili, distruggendo un vero patrimonio umano ed economico. Oggi – conclude Luca D’Errico – ha pure il coraggio di parlare e soprattutto di permettersi illuso di commentare bilanci e situazioni finanziare di altre società. Dovrebbe solo tacere per evitare ulteriori danni alla nostra comunità”. (In alto, D’Errico e Di Bari)



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