Violenza shock e metodi mafiosi all’Ase di Manfredonia, capo personale pestato da due dipendenti

La minaccia prima delle botte: “Se oggi non cambi il turno a mio figlio e viene lunedì mattina a lavorare, tu muori!”

Clima incandescente e mafioso nell’azienda Ase di Manfredonia. Nel recente passato i proiettili all’amministratore e le auto incendiate ai dipendenti, stavolta invece un vero e proprio pestaggio. Una sorta di spedizione punitiva. Il fatto è accaduto sabato 2 luglio, vittima un lavoratore dell’Ase, società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. L’uomo, un 55enne, ha denunciato tutto ai carabinieri.

L’aggressione sarebbe avvenuta al mattino, poco dopo le 4, mentre la vittima, ispettore responsabile del personale, si recava al lavoro. La brutta sorpresa in viale Mediterraneo dove ad attenderlo c’era un dipendente che gli avrebbe sbarrato la strada. La vittima fa anche i nomi spiegando che l’uomo in questione è attualmente “in malattia”. “Gli ho chiesto cosa volesse: mi ha risposto, in dialetto manfredoniano, testualmente: ‘Se oggi non cambi il turno a mio figlio e viene lunedì mattina a lavorare, tu muori!’. Gli ho risposto: ‘Tuo figlio deve lavorare come tutti gli altri finché sarò il responsabile dei servizi!’ Stavo ancora terminando di parlare quando sono stato colpito con un pugno al volto dal figlio del predetto, anche lui dipendente Ase, sopraggiunto alle mie spalle”.

La vittima non avrebbe avuto il tempo di reagire: “Sono caduto a terra e sono stato colpito da calci e pugni da entrambi. Uno dei due, non so chi, mi è saltato sulla schiena e sul collo. Dopo l’aggressione si sono allontanati a piedi, sono saliti su uno scooter e si sono allontanati”. Indagini in corso per fare luce sull’accaduto e sulle reali responsabilità degli aggressori che sarebbero vicini al clan dei montanari Li Bergolis. Il padre, in particolare, annovera precedenti per rapina, estorsione, violenza privata, minacce e lesioni.

Intanto, dopo essersi recato al Pronto soccorso di Manfredonia, l’uomo picchiato si è rivolto ai sanitari di Casa Sollievo della Sofferenza per controlli più approfonditi: “Mi è stata riscontrata una emorragia sottocongiuntivale, ematoma regione zigomatica da dolore cervico dorso lombare, giudicato guaribile in 30 giorni. Di fatto sono stato sottoposto a numerose visite specialistiche ed è emerso un trauma cranico e zigomatico. Dovrò fare ulteriori accertamenti”.

Secondo il 55enne, il movente dell’aggressione sarebbe riconducibile al fatto che “non mi sono mai lasciato intimidire da lui e dal figlio. Sono stato scelto dal presidente nella mia attuale mansione poiché lavoro per l’Ase dal 1988 ed ho sempre fatto il mio dovere senza mai accettare ingerenze da chicchessia”.



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