Covid, ecco le 16 province italiane con l’incidenza più alta di casi: c’è Foggia

La netta ripresa della circolazione virale, con effetti già evidenti sugli ospedali, è imputabile alla diffusione delle varianti ‘Ba.4’ e ‘Ba.5’ e per questo Gimbe sottolinea come sia “fondamentale indossare le mascherine nei luoghi al chiuso e potenziare la campagna vaccinale”

Il Covid ha rialzato la testa, almeno per quanto riguarda i contagi, spinti dalle sottovarianti di Omicron, che hanno registrato un aumento del +58,9% in una settimana. Una sostanziale impennata. Aumentano però anche i ricoveri ordinari (+14,4%) e le terapie intensive (+12,6%). Il monitoraggio della Fondazione Gimbe per la settimana 15-21 giugno, rileva un aumento dei nuovi casi (255.442) in tutte le regioni italiane. In 105 province si registra un incremento percentuale dei nuovi casi e l’incidenza superiore ai 500 casi per 100.000 abitanti in 16 province. In salita, dunque, gli indicatori ospedalieri con l’area medica che segna un incremento di oltre 700 posti letto Covid in 10 giorni. Calano invece i decessi, che segnano un -19%, ultimo dato di solito a subire l’inversione di tendenza.

Gli ospedali. In area critica, dal minimo di 183 del 12 giugno, i posti letto occupati sono saliti a 206 il 21 giugno. In area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 4.076 l’11 giugno, sono risaliti a quota 4.803 il 21 giugno. Al 21 giugno il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 7,5% in area medica (dal 3,6% del Piemonte al 17,2% di Umbria e Sicilia) e del 2,2% in area critica.

L’incemento percentual dei casi è varia molto da regione a regione: dal +31,3% della Valle D’Aosta al +91,5% del Friuli-Venezia Giulia. Rispetto alla settimana precedente, solo in due province si registra una riduzione percentuale dei nuovi casi: Caltanissetta -10,2% e Vibo Valentia -10,2%, mentre salgono da 99 a 105 le Province in cui si rileva un aumento (dal +5,6% di Crotone al +131,7% di Reggio Calabria).

Inoltre, in 16 Province l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti: Cagliari (934), Sud Sardegna (705), Roma (635), Ragusa (607), Palermo (602), Venezia (592), Rimini (583), Catania (583), Treviso (580), Siracusa (579), Forlì-Cesena (570), Ravenna (555), Udine (526), Terni (505), Foggia (503), Bologna (502).

La netta ripresa della circolazione virale, con effetti già evidenti sugli ospedali, è imputabile alla diffusione delle varianti ‘Ba.4’ e ‘Ba.5’ e per questo Gimbe sottolinea come sia “fondamentale indossare le mascherine nei luoghi al chiuso e potenziare la campagna vaccinale”. Stabili le percentuali di chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino (88,1% della platea) e di chi ha completato il ciclo vaccinale (86,6% della platea). Le persone non vaccinate sono ancora ben 6,85 milioni, di cui 2,82 milioni di guariti protetti solo temporaneamente, mentre sono 7,98 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la terza dose, di cui 2,47 milioni di guariti che non possono riceverla nell’immediato.

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