L’ultimo miglio di Carmine d’Anelli a Rodi: “Ancora 5 anni, poi lascerò spazio ad altri”

La prossime sfide? “L’imbarco doganale che finalmente consentirà a molti diportisti di non arrivare più a Manfredonia o a Termoli e sbrigare le pratiche doganali in loco. Il porto crescerà ancora…”

Carmine D’Anelli guiderà la sua Rodi Garganico ancora per i prossimi cinque anni. “Poi basta, davvero, lascerò spazio ad altri”. Intanto è stato rieletto e fa parte di quella filiera istituzionale creata dal vice presidente della Puglia, Raffaele Piemontese, che di anno in anno si allarga con la partecipazione di diversi sindaci della Capitanata. “Piemontese è il vero punto di riferimento per il territorio, una persona capace e intelligente. Grazie a lui, tanti comuni del Gargano hanno cambiato passo, e lui non aiuta solo chi fa riferimento alla sua fede politica”.

Negli anni precedenti D’Anelli ha puntato quasi tutte le sue energie sul turismo, sulla crescita del porto turistico, sulla bandiera blu e sull’accoglienza. La prossime sfide? “L’imbarco doganale che finalmente consentirà a molti diportisti di non arrivare più a Manfredonia o a Termoli e sbrigare le pratiche doganali in loco. Il porto crescerà ancora, non ci interessa allungarlo per fare attraccare navi da crociera. Stiamo lavorando per il dragaggio, per la costruzione di pennelli in mare, per la salvaguardia della costa. E poi Rodi deve necessariamente accorciare le distanze dalle Isole Tremiti che paradossalmente ricevono finanziamenti dalla Puglia però il loro pil lo utilizzano in Molise. Non è giusto. Le Isole Tremiti devono tornare riferimento del Gargano con partenze anche nei mesi invernali. E gli approvvigionamenti devono partire dalla Puglia”.



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