Primo giorno di raccolta del grano nel Foggiano: “Produzione giù per siccità e impennata prezzi per guerra in Ucraina”

Di questo passo non sono esclusi altri rincari di farina, pasta e pane. “Sicuro. Questo trend negativo aumenterà la dipendenza dall’estero. L’impatto si farà sentire soprattutto sui consumatori costretti ad acquistare a prezzi molto più alti della media. La situazione è preoccupante”

Dalle prime ore del mattino di oggi le strade della provincia di Foggia invase dalle mietitrebbie. Il giorno di Sant’Antonio da queste parti oltre che essere una festa religiosa rappresenta anche l’inizio di una lunga fase dedicata alla raccolta del grano. Il granaio d’Italia è pronto, e anche i tanti cerealicoltori non vedono l’ora di mietere. Questa è un’annata particolare: da una parte i notevoli aumenti dei costi di produzione, dall’altra il conflitto bellico in Ucraina, e ancora gli atentati incendiari che nei pressi di Foggia hanno già distrutto centinaia di ettari di frumento duro. La mietitura inizia dai campi del Tavoliere per poi concludersi sulle montagne dei Monti Dauni a luglio inoltrato. Coldiretti oggi ha organizzato una giornata dimostrativa nella piana di San Marco in Lamis, in contrada “Petrullo”.

In campo i vertici locali e regionali di Coldiretti. “Non sarà una buona annata in Puglia e in Capitanata in particolare – racconta a l’Immediato – il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni -. La produzione di grano è stimata in calo del 30% per effetto della siccità. La produzione è in calo proprio quando coltivare grano è costato agli agricoltori pugliesi fino a 600 euro in più ad ettaro a causa dell’impennata dei costi di produzione causata dall’effetto a valanga della guerra in Ucraina dopo la crisi generata dal covid. Questo salasso a carico del granaio d’Italia – aggiunge Piccioni – rende necessari interventi per aiutare le nostre imprese”.

E di questo passo non sono esclusi altri rincari di farina, pasta e pane. “Sicuro. Questo trend negativo aumenterà la dipendenza dall’estero. L’impatto si farà sentire soprattutto sui consumatori costretti ad acquistare a prezzi molto più alti della media. La situazione è preoccupante”.

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