Allarme prezzi in Capitanata: aumenti per pasta, pane e altri beni di prima necessità. “Sale anche la tensione”

I foggiani mai come in questo periodo hanno avuto la percezione che gli alimenti fondamentali abbiano subito vistosi aumenti

È allarme prezzi anche in Capitanata. Non aumentano solo i costi di energia e carburanti, ma in questi giorni a salire sono i prezzi dei prodotti alimentari. I cittadini foggiani mai come in questo periodo hanno avuto la percezione che pasta e latte abbiano subito vistosi aumenti. “E che ci possiamo fare. Almeno i beni di prima necessità vanno acquistati – ci dicono alcuni clienti dei Mercati di Città La Prima, uno dei più grandi e forniti supermercati della Puglia -. Risparmiamo sui prodotti di contorno come dolci e patatine”. C’è poi chi acquista solo prodotti in offerta e chi, invece non bada a spese. “Non abbiamo vizi particolari in famiglia ma ci piace mangiare bene, pertanto costi quel che costi”.

Ma cosa c’è esattamente dietro al rincaro dei prodotti del nostro carrello della spesa? Lo abbiamo chiesto all’amministratore delegato de La Prima di Foggia, Luigi Giannatempo. “Gli aumenti sono continui, manca materia prima, l’industria giustamente chiede rincari, e noi che siamo il tramite tra l’industria e il consumatore cerchiamo di tutelare i nostri clienti cercando di mantenere i prezzi su livelli accettabili, ma purtroppo il problema c’è. E comincia a salire la tensione”. Quali sono i prodotti che hanno subito i maggiori aumenti? Pasta, pane, olio, carne, tutti prodotti di prima necessità. Almeno noi continuiamo con le offerte, ma credetemi non è facile. È un momento particolare, le vendite sono diminuite, il carrello è sceso tantissimo”. E Giannatempo da sempre punta sul made in Puglia, sulla filiera corta per fronteggiare il problema. “È stata sempre la nostra prerogativa, quella di puntare sulle eccellenze locali. Con queste imprese cerchiamo di gestire al meglio la situazione”.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come



In questo articolo: