Pescatori alle corde per i costi del gasolio, flotta ferma in porto da una settimana. “Così si muore”

“A voce c’è la volontà del governo centrale di aiutare e sostenere la categoria, ma di fatto il prezzo continua ad aumentare e pesa molto sul bilancio delle imprese”

Il prezzo del gasolio pesca continua ad aumentare e i pescatori dell’Adriatico continuano lo stato di agitazione. Da ormai una settimana la flotta peschereccia di Manfredonia è ferma in porto. Agli ormeggi anche i pescherecci di Vieste, Peschici, Foce Varano e Lesina. Oggi un ulteriore incontro tra le associazioni di categoria per programmare le prossime iniziative da intraprendere. “Non è possibile pagare un litro di gasolio 1,20 euro – afferma a l’Immediato il presidente di Alleanza Pesca Puglia, Giovanni Schiavone -. Così le nostre marinerie sono destinate a morire. Oggi per poter rientrare nei costi, un litro di gasolio non dovrebbe superare i 50 centesimi al litro. A voce c’è la volontà del governo centrale di aiutare e sostenere la categoria, ma di fatto il gasolio continua ad aumentare e pesa molto sul bilancio delle imprese. Gli incentivi sul credito di imposta non bastano”.

La rabbia dei pescatori non ha confini. Mimì Di Mauro è il presidente di una cooperativa di pesca di Lesina. “È uno dei momenti più tristi della nostra vita professionale. Con questi costi conviene restare fermi, guadagniamo di più. Oggi per affrontare una giornata in mare spendiamo dalle 300 alle 500 euro. Sono costi insostenibili”.



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