Ucciso davanti al carcere di Foggia. L’omicidio di Scrocco in via delle Casermette ripreso dalle telecamere

Il killer è sceso da un veicolo parcheggiato nelle vicinanze e ha freddato la vittima con colpi d’arma da fuoco alla testa. La squadra mobile ha eseguito quattro stub e una decina di perquisizioni

Pochi secondi per affiancare Alessandro Scrocco ed ucciderlo. Le telecamere hanno ripreso l’omicidio di ieri sera in via delle Casermette a Foggia. La vittima, 32 anni, in semilibertà, stava parcheggiando davanti al penitenziario per fare rientro in cella. Durante la manovra in retromarcia, si nota una persona comparire dal retro. Il killer, dopo essere sceso da un’auto nera parcheggiata poco distante, si è avvicinato di soppiatto al veicolo di Scrocco e ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco ferendo mortalmente la vittima alla testa. Poi l’assassino è tornato frettolosamente verso l’altra macchina dove ad attenderlo c’era almeno un complice. Infine, la fuga.

In queste ore, la squadra mobile ha effettuato 4 stub su altrettanti sospettati per cercare tracce di polvere da sparo su corpo e vestiti. I poliziotti hanno anche eseguito una decina di perquisizioni. Scrocco era un volto noto agli inquirenti: nel 2010 al rione Candelaro uccise Giuseppe Speranza e per questo motivo stava scontando una pena in regime di semilibertà.

Sul caso è intervenuto anche il sindacato di polizia penitenziaria: “È di ieri la notizia dell’assassinio, avvenuto a Foggia, di Alessandro Scrocco, 32 anni. Una vera e propria esecuzione, a freddo, attuata con quattro colpi di fucile alla nuca mentre era a bordo della sua auto. Il probabile regolamento dei conti è avvenuto in serata, in via delle Casermette, mentre la vittima stava rientrando in carcere dove scontava una pena di 15 anni di reclusione a sua volta per omicidio avvenuto in data 2 gennaio 2010: in quell’occasione Alessandro Scrocco uccise a colpi di pistola un diciannovenne a causa di una lite avvenuta la notte di Capodanno”.

Di Giacomo segretario generale del sindacato commenta: “La criminalità organizzata ormai non si ferma davanti a nulla. È evidente che lo Stato ormai abbia ammainato bandiera bianca: non ci sono norme sia dentro al carcere, che fuori dal carcere, che vada a contrastare con fermezza questo fenomeno. Nelle carceri comandano loro ed il risultato sono i continui regolamenti dei conti che avvengono all’interno delle carceri, ma questa volta è stato ‘alzato il tiro’ arrivando addirittura ad uccidere un detenuto in semilibertà per chissà quale motivo”.

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