Banconote da 500 euro e musica neomelodica, il video TikTok del narcos amico dei Montanari

Tra i suoi alleati Saverio Tucci del clan Li Bergolis, sospettato di aver preso parte alla strage di San Marco in Lamis. Ma l’uomo venne ucciso ad Amsterdam per un affare di droga andato male

Musica neomelodica, grasse risate e l’urlo “invidiosi”. Ma soprattutto, parecchie banconote da 50 e 500 euro. Questo il contenuto del video pubblicato su TikTok da Ruggiero Disalvo detto “Tucchet”, ai domiciliari e tuttora sotto processo dopo l’arresto del 2019, quando venne accusato di essere a capo di un’organizzazione di narcotrafficanti. L’uomo, 55enne di Barletta, è stato raggiunto dai carabinieri della Bat e condotto in carcere proprio a causa del filmato postato sul social network.

Disalvo ha ostentato ingenti quantitativi di denaro in contanti e, secondo gli investigatori, avrebbe anche ospitato persone in casa nonostante le restrizioni alle quali era sottoposto. L’uomo era stato scarcerato da poco più di un mese. 
In una nota, i carabinieri lo definiscono “capo e promotore di uno dei clan egemoni sul territorio, dedito alle attività di narcotraffico tra Gargano e Nord Barese mediante l’importazione di cocaina dall’Olanda”.

L’attività investigativa del 2019 scaturì dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia (il manfredoniano Carlo Magno, reo confesso dell’omicidio del concittadino Saverio Tucci ad Amsterdam) che parlò agli inquirenti dell’attività illecita di un sodalizio criminale capeggiato da Disalvo. Stando alla ricostruzione, il barlettano era in affari con il clan di Monte Sant’Angelo Li Bergolis-Miucci-Lombardone dal quale si sarebbe rifornito di cocaina.

La droga sarebbe giunta dall’Olanda tramite canali internazionali di narcotraffico con la mediazione di pregiudicati garganici di stanza ad Amsterdam (Tucci), intermediari con esponenti di rilievo dei cartelli colombiani. Secondo gli inquirenti, a rifornire Disalvo sarebbe stato proprio Saverio Tucci detto “Faccia d’Angelo”, sospettato di essere coinvolto nel quadruplice omicidio di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017, quando un commando armato uccise il boss manfredoniano Mario Luciano Romito, suo cognato Matteo De Palma e i contadini Aurelio e Luigi Luciani. Tucci venne ammazzato ad Amsterdam ad ottobre dello stesso anno, ferito mortalmente proprio da Carlo Magno per un affare di droga andato male. Fu lo stesso Magno, divenuto collaboratore di giustizia, a riferire agli inquirenti le confidenze di “Faccia d’Angelo” il quale gli avrebbe rivelato di aver preso parte alla strage di San Marco in Lamis. Ma quel segreto è finito nella tomba con Tucci in un giorno di ottobre in Olanda.

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