Fallimento SIA, gli ex lavoratori attendono 700 mila euro: il Comune di Cerignola decide di anticiparli

Pesanti accuse dell’attuale primo cittadino alla gestione di Franco Metta: occhi puntati su spese eccessive ed incarichi a legali vicini

Si torna a parlare della SIA, l’azienda consorziata che ha gestito la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nei Comuni di Cerignola e dei Reali Siti fino al 2019. Attualmente la società è nelle mani di un curatore fallimentare, ma emergono nuove e importanti informazioni grazie alle dichiarazioni rese dall’attuale sindaco di Cerignola, Francesco Bonito. Agli ex dipendenti dell’azienda fallita, una sessantina di persone circa, mancherebbero ingenti corrispettivi che dovrebbero essere elargiti dal curatore fallimentare. Ma poiché i tempi si sono notevolmente allungati il Comune di Cerignola ha deciso di saldare queste cifre con risorse proprie, in favore dei lavoratori che attualmente sono stati reintegrati negli organici di altre aziende.

“L’Amministrazione Comunale, accogliendo le doglianze degli ex lavoratori della Sia, ha esaminato i conti e ha preso contatti con la curatela fallimentare e con i legali in giudizio giungendo alla conclusione di attivare tutte le procedure per ottenere una cospicua anticipazione di quanto dovuto ai dipendenti e di sostituirsi in questa fase alla curatela fallimentare”. È quanto afferma Bonito, che a margine del consiglio comunale odierno, in fase di comunicazioni preliminari, ha prospettato una via d’uscita per i lavoratori della società dei rifiuti che, dopo il fallimento di Sia srl attendono da due anni di vedersi riconosciuti i corrispettivi per un ammontare complessivo di circa 700 mila euro.

Il Comune ha deciso di predisporre questa strategia, per accorciare i tempi e venire incontro alle richieste dei lavoratori. Ciò è stato possibile perché il Comune di Cerignola già deve alla SIA delle somme che sono state opportunamente individuate. L’attuale primo cittadino, sempre sul tema del fallimento dell’azienda dei rifiuti cerignolana, ha chiamato in ballo l’ex sindaco Franco Metta, che all’epoca dei fatti era presidente del consorzio proprietario della SIA. Bonito accusa il suo avversario di aver avallato spese esorbitanti, nonostante le risapute sofferenze delle casse SIA, e di aver favorito dei legali vicini.

“Sfogliando le carte – spiega l’attuale primo cittadino Bonito – ci siamo ritrovati di fronte a richieste di pagamento monstre di parcelle legali, per importi pari a 600 mila euro. In sostanza, la SIA ha dato incarichi ad uno strettissimo collaboratore dello studio legale Metta per circa un miliardo e duecento milioni di vecchie lire, che ora dovranno essere liquidati poiché somma inserita tra i crediti privilegiati. È nostra ferma intenzione – aggiunge Bonito – portare questa vicenda all’attenzione della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica, atteso anche il muro di gomma riscontrato su questi incarichi, ma ciò che più ci preme è trovare una soluzione definitiva per i lavoratori che aspettano giustamente di vedersi corrisposto quanto dovuto”.