Processo al boss del Gargano, i suoi ex alleati pronti a parlare in udienza. Sarà sentito anche il brindisino Romano

Accolta la richiesta del pm di sentire i due nuovi collaboratori di giustizia, Danilo Della Malva detto “U’ Meticcio” e Andrea Quitadamo detto “Baffino junior”. Come teste comparirà l’ex capoclan di Brindisi

La Corte ha accolto la richiesta del pm di sentire i due nuovi collaboratori di giustizia, Danilo Della Malva detto “U’ Meticcio” e Andrea Quitadamo detto “Baffino junior”. Per questo motivo è stato rinviato a giugno il processo d’Appello a Matteo Lombardi alias “A’ Carpnese”, boss del clan Lombardi-La Torre, rivale dei montanari Li Bergolis-Miucci-Lombardone. I due pentiti, ex alleati del capomafia, saranno sentiti probabilmente da remoto e potrebbero rivelare nuovi dettagli sul ruolo apicale dell’imputato.

Lombardi è stato condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Giuseppe Silvestri detto “l’Apicanese”, membro dell’organizzazione nemica, ucciso a Monte Sant’Angelo il 21 marzo 2017. Lombardi è ritenuto organizzatore ed esecutore materiale dell’agguato, mentre Antonio Zino risponde per favoreggiamento. Oltre ai due pentiti, sarà ascoltato in qualità di teste Andrea Romano, ex boss del clan Romano di Brindisi che condivise il carcere di Voghera proprio con Lombardi. Dietro le sbarre, il brindisino avrebbe appreso molte informazioni sulla guerra di mafia garganica. Particolari molto rilevanti, già pubblicati da l’Immediato nelle scorse settimane. (In alto, Zino e Lombardi in una foto tratta dall’ordinanza Omnia Nostra; sullo sfondo, la scena del delitto Silvestri)

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