Relazione tra Covid e infarto, ricerche del Riuniti di Foggia aprono nuovi filoni di studio

La Centrale Operativa 118 di Foggia nell’anno 2019 ha ricevuto e gestito circa 143.000 chiamate in emergenza e nel 2020 circa 187.000

Due lavori scientifici condotti dal gruppo di studio della Centrale Operativa 118 di Foggia (S. Colelli, R. Castellano, F. Mansi, M. Paglialonga, S. Pasquariello, G. Spagnoletti e P. D’Angrosa), diretto dal dottor Stefano Colelli, sono stati accettati dall’European Resuscitation Council e verranno presentati al Congresso che si terrà ad Anversa (Belgio) il 16 e 17 giugno 2022.

Grande soddisfazione al Policlinico Riuniti di Foggia alla notizia del meritato riconoscimento internazionale del lavoro svolto dal gruppo di studio che ha discusso la relazione tra l’Infarto Acuto del Miocardio (I.M.A.) e S.A.R.S. – COV2.

La Centrale Operativa 118 di Foggia nell’anno 2019 ha ricevuto e gestito circa 143.000 chiamate in emergenza e nel 2020 circa 187.000. Lo studio ha fatto emergere l’impatto che l’infezione del Covid-19 ha avuto sull’andamento in percentuale dell’ Infarto Acuto del Miocardio. Infatti, nonostante le chiamate per eventi cardio-circolatori gestiti dalla Centrale Operativa 118 di Foggia siano state in numero inferiore nel periodo pandemico rispetto all’anno precedente, tuttavia gli I.M.A. refertati nel 2020 sono risultati in numero maggiore rispetto al periodo pre-pandemia.

L’analisi ha valutato, inoltre, non solo come la pandemia abbia influenzato l’evoluzione del tasso di Infarto Acuto del Miocardio nella provincia di Foggia nel secondo semestre del 2020, ma anche che la sede cardiaca dell’I.M.A. sia risultata essere quella inferiore, mentre in genere la sede cardiaca in epoca pre-pandemica sia stata quella anteriore. L’ipotesi patogenetica più probabile è quella di un’eziologia infiammatoria del processo ischemico o di una miocardite acuta con localizzazione miocardica parcellare causata dal Covid-19.