Irruzione nei locali confiscati alla mafia, “Pietra di Scarto” nel mirino di criminali: “Rispondiamo con azioni concrete”

Due irruzioni in due mesi, ancora una volta presa di mira la sede dei laboratori e delle attività sociali

In soli due mesi si sono verificate ben due irruzioni all’interno della Cooperativa Pietra di Scarto. La realtà sociale nata all’interno di un terreno confiscato alla mafia a Cerignola è finita ancora una volta nel mirino di malintenzionati che hanno gettato scompiglio all’interno della sede proprio in prossimità delle feste pasquali. L’ultimo furto si è verificato nella notte tra il 21 e il 22 aprile, quando ignoti hanno sfondato la recinzione e si sono introdotti all’interno per frugare nei locali.

La mattina dopo, gli operatori hanno fatti partire la conta dei danni. Dalla sede della cooperativa sono spariti degli attrezzi da lavoro ed un generatore. I ladri, prima di dileguarsi, si sono accaniti contro la macchinetta del caffè, cercando di asportare il denaro al suo interno. L’azione criminosa è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza e sarà posta al vaglio delle autorità competenti. Già lo scorso 18 febbraio si era verificata un’altra azione simile, sempre a danno di un bene che rappresenta un vero e proprio presidio di legalità, uno spazio sottratto alla competenza della criminalità e restituito alla collettività.

Pietro Fragasso, presidente della cooperativa, comunque non perde il sorriso e commenta in modo ironico l’assalto alla macchinetta del caffè (ndr. il video in basso). “Se volevano un caffè potevano chiedercelo – afferma Fragasso – in questa sede abbiamo sempre accolto tutti e siamo disponibili ad offrire un caffè a chiunque ce lo chieda. Cerchiamo di reagire in modo costruttivo, non vogliamo dare soddisfazione a chi ha commesso questi atti. Ma preoccupa il reiterarsi delle azioni che riguardano la nostra sede, al di là dell’effettivo danno che viene arrecato ogni volta che qualcuno si introduce all’interno”.

La risposta migliore è sempre quella delle azioni concrete. Dal 1996 sui terreni confiscati alla mafia si sono svolte numerose attività di rilevanza sociale in favore di detenuti, immigrati e donne vittime di violenza. I raccolti diventano un modo per portare un messaggio di legalità sulle tavole di Capitanata e per raccontare una storia diversa che dura da 25 anni. Dopo la potatura degli ulivi è ora in corso la piantumazione dei pomodori, da cui nasce ogni anno la passata di Pietra di Scarto. Di recente il Vino “Rosso Libero” intitolato a Michele Cianci, vittima di mafia, ha avuto una bella vetrina al Vinitaly di Verona. Il percorso continua nonostante qualche piccolo incidente di percorso.



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