Elena, 20 anni, morta mentre consegnava pizze. Il soccorritore è di Orta Nova: “Ho il suo volto stampato in testa”

La ragazza ha perso la vita in un incidente stradale a Reggio Emilia. Il racconto al Corriere del 40enne Giovanni Morea, originario del Foggiano

(Fonte Corriere della Sera, edizione Bologna) «Ho stampato in testa il volto di quella ragazza da ieri sera». A parlare così è il 40enne Giovanni Morea (originario di Orta Nova, ndr), colui che per primo ha soccorso, purtroppo inutilmente, Elena Russo, la 20enne che ha perso la vita alle 20.30 in un incidente stradale a Reggio Emilia. Studiava e lavorava, Elena. Stava consegnando pizze quando è morta. Alla guida dell’auto del locale per cui era rider si è schiantata contro un palo della segnaletica in via Tirabassi, tra Codemondo e San Bartolomeo, due frazioni cittadine. Giovanni Morea guidava verso casa dopo il lavoro e aveva in auto con sé le figlie di 10 e 6 anni. Era molto buio, ma ha intravisto la vettura capovolta sul ciglio della strada: «Sono sceso, ho messo in sicurezza le bimbe, poi ho chiesto ai proprietari di una casa di poter parcheggiare nel loro cortile perché nel frattempo le auto continuavano a sfrecciare – ci racconta – Ho chiamato 118 e 113, ho tastato il polso della ragazza: ho nozioni di pronto soccorso e ho subito capito che la situazione era più che grave».

Sarà ora compito della polizia locale cercare di capire cosa sia capitato e perché Elena abbia perso il controllo della Fiat Punto. Non si esclude che la ragazza abbia avuto un malore. La salma di Elena Russo è a disposizione della magistratura. Fino a non molto tempo fa la ragazza frequentava un corso presso la sezione di Reggio Emilia della Croce Rossa. Gli ex compagni di servizio sono stati proprio coloro che sono arrivati in via Tirabassi: «Siamo stati chiamati su un incidente e all’equipaggio si è presentata una scena terribile, che non avremmo mai voluto vedere: alla guida del mezzo c’era la nostra socia Elena, che per motivi di studio aveva dovuto interrompere il corso ma che continuava come volontaria – scrive in una nota il presidente di sezione Mario Restuccia -. Voglio ricordarla col suo sorriso e la sua forza d’animo». (Fonte Corriere della Sera, edizione Bologna)



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