Ernesto affetto da rara malattia e abbandonato da tutti. La vita impossibile nelle campagne di Foggia

Mamma Donatella e papà Umberto tornano a chiedere aiuto. L’avvocato Sisto: “La Regione, l’ASL ma soprattutto il Comune non possono continuare ad ignorare questa vicenda”

A distanza di qualche mese siamo tornati nelle campagne di Arpinova dove in una piccola casa rurale vive il piccolo Ernesto, un bambino di 3 anni affetto da tubolinopatia, una rara malattia genetica. Il bimbo è anche ipovedente, ipotonico e ha gravi crisi epilettiche. Vive con la mamma Donatella, il papà Umberto e la sorellina. L’ultima volta i genitori di Ernesto attraverso la nostra testata avevano chiesto la messa in sicurezza di una strada provinciale, quella che da Arpinova conduce a borgo La Rocca. Un’arteria al limite della percorribilità che di fatto isola il podere dove risiede la famiglia e non permette a medici e soccorritori di raggiungere la località per eventuali emergenze.

“Dall’ultima intervista rilasciata proprio a l’Immediato – dichiarano i genitori di Ernesto – non è cambiato nulla. Tutte le promesse che ci hanno fatto sono svanite nel nulla. Anzi, la situazione è ulteriormente peggiorata con la strada che è diventata una mulattiera. Qui i medici, le ambulanze non vogliono venire, non passa il bus e siamo costretti ogni santo giorno a recarci a Foggia per sottoporre alle cure del caso Ernesto. E anche l’Asl Foggia non ha rispettato le promesse: non ci fornisce l’acquagel e gli omogeneizzati, e stiamo ancora aspettando gli ausili”.

E oggi ad Arpinova si è recato l’avvocato Francesco Sisto, il Commissario straordinario dell’ASP “Maria Cristina di Savoia” di Foggia, l’ex Orfanotrofio provinciale. “Ho appreso di questa triste storia solo grazie ad un vostro servizio. È una situazione inaccettabile. La Regione, l’Asl ma soprattutto il Comune di Foggia non possono continuare ad ignorare questa vicenda. La prima cosa che chiederò alla Provincia è la messa in sicurezza di questa strada, vitale per garantire la sopravvivenza di Ernesto. Posso assicurare che la Regione Puglia e l’Asp che rappresento, non lasceranno solo Ernesto. Faremo tutto quello che potrà essere fatto perché è inammissibile che in questi anni nulla è stato fatto. Se non si sistema la strada in tempi brevi dobbiamo pensare anche ad una casa in città. Mi auguro che gli organi della magistratura minorile intervengano il prima possibile. La mia denuncia odierna – conclude Sisto – deve toccare anche i cuori e le coscienze di chi amministra la giustizia minorile”.

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