13 arresti per narcotraffico in provincia di Foggia, scacco a gruppo criminale tra San Severo e Orta Nova

Nella città dei campanili scoperto un “supermarket” degli stupefacenti, aperto 24 ore su 24. Il blitz di carabinieri e procura

Blitz contro il narcotraffico in provincia di Foggia, interessati i territori di San Severo e Orta Nova. 13 gli arresti dei carabinieri, 7 in carcere e 6 ai domiciliari nell’operazione denominata “Fortino”. Le persone coinvolte sono Hamzà Addam del Marocco residente a San Severo, Alessandro Dazzeo di Cerignola, Marco Di Cianno di San Severo, Pasquale Ferrara di Orta Nova, Andrea Gaeta di Orta Nova, Stefano Gualano di San Severo, Mirko Leone di San Severo, Massimiliano Marinelli di San Severo, Gerardo Mitolo detto “Gerry” di San Severo, Nazzario Padulo di San Severo, Giovanni Pio Russi di San Severo, Antonio Salvatore di San Severo, Francesca Scalera di San Severo. Carcere per Addam, Dazzeo, Di Cianno, Gualano, Leone, Marinelli e Salvatore; domiciliari per tutti gli altri.

Secondo l’impianto accusatorio di Procura di Foggia e carabinieri, gli indagati sarebbero al centro di un intenso traffico di droga, in parte già sgominato un anno fa con l’operazione “Jolly” che svelò un’importante attività di spaccio a San Paolo Civitate. Fulcro degli affari criminali un immobile di via Normanni a San Severo, adibito a “supermarket” degli stupefacenti, aperto 24 ore su 24, gestito da un folto numero di persone e diretto – secondo gli inquirenti – da Marinelli e Salvatore. Il locale era munito di sistemi di sicurezza e di videosorveglianza funzionale a ricevere i “clienti” e a fronteggiare eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine.

Numerose le cessioni di droga registrate dagli investigatori, soprattutto hashish, cocaina e marijuana. Stando all’accusa, gli ortesi Ferrara e Gaeta detenevano ai fini dello spaccio rilevanti quantitativi di stupefacenti, 734 grammi di eroina e 329 di cocaina, venduti a Padulo e ad un’altra persona (arrestata per questo fatto a maggio 2020); questi ultimi avrebbero poi trasportato la roba a San Severo. La cessione della droga sarebbe avvenuta a Carapelle.



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