Simulazioni di parto al policlinico Riuniti di Foggia: “Prove su un manichino per togliere tensione”

“Noi simuliamo tutto quello che avviene quindi anche gli aspetti di interrelazione sulle persone, noi lavoriamo sulle reazioni e sulla leadership”.

Dalle patologie della madre fino alle complicanze neonatali. I manichini possono simulare diversi scenari di parto difficile, compreso il parto cesareo.

Si è tenuta oggi al Policlinico Riuniti di Foggia presso il Polo Biomedico dell’Unifg una prova del Progetto Formativo Aziendale Corso di Simulazione “Emergenze in Sala Parto”, organizzato dal Policlinico Riuniti e dall’Università di Foggia, con il patrocinio della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva –SIIARTI.

Il Ministero della Salute ha individuato nella formazione basata sulla “simulazione di emergenze ostetriche” una possibile strategia che le Aziende Sanitarie possono adottare per il personale coinvolto nelle attività assistenziali in corso di travaglio, parto e post partum. La metodologia della “simulazione” si basa sul principio dell’apprendimento attraverso il fare (learning by doing), all’interno del quale è possibile apprendere ed insegnare sfruttando gli errori come risorse per l’azione. La costruzione di casi clinici permette di ricreare, in un contesto di apprendimento virtuale, eventi complessi e rari prima che accadano nella realtà, formando così i professionisti a gestire in modo efficace e tempestivo le situazioni critiche, salvaguardando la sicurezza del paziente e riducendo il rischio di errore. L’utilizzo di simulatori avanzati permette di riprodurre fedelmente e in modo virtuale il paziente e le situazioni ad alto rischio di errore che i professionisti si possono trovare a fronteggiare nella normale pratica clinica.

Presidenti del Corso sono la Prof.ssa Gilda Cinnella Direttore dell’U.O.C. di Anestesia e Terapia Intensiva, il Prof. Luigi Nappi Direttore U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia Universitaria, il Dott. Gianfranco Maffei Direttore U.O.C. di Terapia Intensiva Neonatale e il Dott. Lorenzo Lo Muzio Direttore U.O.C. Ginecologia e Ostetricia Ospedaliera. Coordinatori la Prof.ssa Lucia Mirabella, il Dott. Pasquale Del Vecchio e il Dott. Potito Salatto, Responsabile Scientifico dell’evento. Partecipa al Corso anche il Dirigente Responsabile della S.S.V.D. “Nido e STEN” Dott. Gerardo Montrone.

Il programma del Progetto si articola in corsi di formazione multidisciplinari, rivolti ai professionisti (ostetriche, ginecologi, anestesisti, infermieri di anestesia, neonatologi, pediatri, infermiere di pediatria, puericultrici) componenti il team assistenziale coinvolto nella gestione delle emergenze di sala Parto (ostetriche e neonatali), con l’obiettivo di ridurre gli errori, promuovere la sicurezza e aumentare la capacità di interazione positiva tra i diversi operatori impegnati nel percorso di trattamento della partoriente.

Le emergenze in sala parto possono essere sia della mamma e sia del bambino. Nel caso della mamma temiamo il distacco di placenta, mentre per il bambino è pericolosa la sofferenza neonatale, che può comportare una scarsa ossigenazione del cervello e quindi dei danni anche a distanza. Queste complicanze sono gravi e spesso coincidono. Insieme ai colleghi neonatologi e ginecologi abbiamo deciso di organizzare questo corso di formazione per tutti, perché è riconosciuto che provare su un manichino toglie la tensione di fare delle manovre su un essere umano, soprattutto se si tratta delle prime volte e consente di intervenire rapidamente. Noi simuliamo tutto quello che avviene quindi anche gli aspetti di interrelazione sulle persone, noi lavoriamo sulle reazioni e sulla leadership”.

La professoressa Cinnella per i 3mila parti che il Policlinico effettua ogni anno è anche una fautrice a livello nazionale dell’anestesia peridurale, una particolare terapia per alleviare il dolore della gestante che aiuta anche il neonato.

È dimostrato dalla letteratura che i bambini che nascono con parto spontaneo e la peridurale registrano un indice di Apgar, che misura il benessere del bambino, in genere uno o due punti in più rispetto a chi nasce senza peridurale”