L’ombra dei soliti noti sulle Comunali di Manfredonia. Valente chiede discontinuità e scrive a Gaetano Prencipe

La candidata chiede ai competitor di sottoscrivere un documento che rompa col passato, così da prendere le distanze con nomi e volti comparsi nella relazione di scioglimento per mafia del Comune sipontino

Lettera di Maria Teresa Valente, candidata sindaca di “Con” a Manfredonia, all’altro aspirante primo cittadino del centrosinistra, Gaetano Prencipe. Sul tavolo il tema della lotta alla mafia, a due anni dallo scioglimento dell’ente comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata. “Gentile avvocato Gaetano Prencipe – scrive Valente -, ho letto del suo impegno, qualora fosse eletto sindaco, a chiedere ai futuri consiglieri e assessori di sottoscrivere un documento che ‘li impegni, personalmente e come rappresentanti istituzionali, a rispettare i principi e le norme che garantiscono assoluta trasparenza e legittimità negli atti e nei comportamenti, anche in quelli che attengono alla sfera personale’. Trovo questa iniziativa encomiabile, ma mi chiedo perché questo impegno debba essere rimandato nel tempo e non ha invece ritenuto più utile che fossero tutti gli aspiranti consiglieri, a cominciare dai suoi ma anche degli altri schieramenti, a sottoscrivere tale documento già da oggi?”. 

Secondo Valente “Manfredonia ha subìto un’onta infame che è quella di essere stata sciolta per infiltrazioni mafiose, e l’argomento è particolarmente delicato e sentito dalla cittadinanza, pertanto non possiamo permetterci che ci siano candidati consiglieri o papabili assessori in stretta continuità con il recente passato contenuto in quelle brucianti 362 pagine della relazione zeppe di nomi e volti. Altrimenti, se così fosse, tutti noi cittadini dovremmo ritenere che lo Stato in questi due anni e mezzo ha voluto semplicemente scherzare”.

Zingariello intervistato nella puntata di TV8 di “Mappe Criminali”

A riguardo, fa discutere la presenza di “Progetto Popolare” a sostegno di Prencipe, una lista che conterrebbe persone molto vicine a Salvatore Zingariello, l’ex vicesindaco finito al centro della relazione prefettizia di scioglimento per mafia del Comune di Manfredonia. Furono eclatanti, e vennero riprese anche dalla stampa nazionale, le immagini del politico in compagnia del basista della strage di San Marco in Lamis, Giovanni Caterino, alias “Giuann Popò”, membro del clan Li Bergolis-Miucci-Lombardone condannato in primo grado all’ergastolo dal Tribunale di Foggia. D’altronde, il rischio che Manfredonia venga governata ancora dai soliti noti è sempre dietro l’angolo e i cittadini lo sanno bene.

Valente e Prencipe

Anche su Valente aleggia l’ombra della vecchia amministrazione sciolta per mafia. La candidata si occupava di comunicazione per conto dell’ex sindaco Riccardi. Oggi, però, sta provando la scalata al Comune all’insegna della discontinuità. In quest’ottica va visto il suo recente appello contro ogni forma di criminalità: “L’argomento è fin troppo serio – scrive ancora nella lettera a Prencipe -, per cui io invito lei e tutti gli altri candidati sindaci, ognuno in rappresentanza della propria coalizione, a far sottoscrivere da subito un documento ai propri candidati da cui si evince di essere in perfetta discontinuità con quanto contenuto in quella relazione, compresi nomi e volti citati. La nostra città ha subìto già abbastanza ed è giunto il momento del cambiamento. Quello vero. Dopotutto, come ha detto anche lei: ‘L’impegno a evitare nei propri comportamenti ogni forma di ambiguità, compromissione e sospetto è il dovere di ogni amministratore della cosa pubblica e ciò vale ancor più per chi si candida e sarà eletto a governare una città, come Manfredonia’. Non vorrei che finisse come nel recente passato, dove Manfredonia si trovava al centro del ‘segreto di Pulcinella’. Se è vero che lei ha veramente voglia di scongiurare un altro scioglimento, si faccia avanti per primo nel far sottoscrivere questo documento ai suoi candidati. Avvocato Prencipe – conclude Valente -, questi impegni dobbiamo prenderli ora, non domani. Altrimenti si finisce col promuovere sterili iniziative da campagna elettorale che non aggiungono nulla di più a quanto accaduto, ma toglierebbero ancora molto alla nostra città”.

Una delle foto comparse nella relazione antimafia della Commissione d’accesso agli atti. Da sinistra, Franco Ognissanti, Francesco Schiavone (candidato in Progetto Popolare), Zingariello, Giovanni Caterino e M.Ognissanti nel giorno della festa per l’elezione di Zingariello nel 2015

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