Cerignola ad un bivio, il vescovo: “Per ripristinare legalità serve una forte presenza dello Stato”

Renna: “Serve anche una disintossicazione che deve avvenire nei cittadini da certe logiche come quella dell’arroganza”

In attesa del turno di ballottaggio in programma domenica 17 ottobre, a Cerignola è tempo di prime analisi su come i cerignolani hanno votato al primo turno. Ne abbiamo discusso con il vescovo Luigi Renna.
“Non intendo commentare il risultato elettorale, mi limito ai messaggi rilasciati alla comunità cerignolana. Ho semplicemente detto che la Chiesa forma le coscienze, ed io ho rispetto delle coscienze delle persone, e soprattutto di coloro che sono candidati. Gli elettori hanno avuto tutto il tempo per riflettere e per ricevere determinati messaggi. Ripeto, la chiesa forma le coscienze e orienta le persone, ma non può dividere una comunità che è già divisa. Una raccomandazione mi sento di fare, prendendola dal decalogo di don Luigi Sturzo: nella politica non ci sono nemici ma avversari. Nel momento in cui c’è un candidato che vince le elezioni, l’altro che perde farà la parte dell’oppositore, ma con intelligenza bisogna convergere verso l’unico bene che per la città di Cerignola è un bene più che mai necessario: uno sviluppo che sia ben lontano dalle logiche malavitose. Per ripristinare la legalità a Cerignola serve una forte presenza dello Stato che c’è già e che deve controllare sempre di più, ma serve anche una disintossicazione che deve avvenire nei cittadini da certe logiche come quella dell’arroganza. Cerignola ha forti potenzialità per riemergere”.





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