“Hanno ammazzato zio Nino, ora la giustizia faccia il suo corso”. Le lacrime della famiglia dell’anziano investito sulla Foggia-Lucera

I parenti ricordano l’uomo travolto e ucciso sulla SS17. “Gesto disumano e vile delle due persone a bordo di un furgone”

La famiglia di Michele Esposto, per tutti zio Nino, ricorda il proprio caro in una missiva inviata alla nostra testata. Un parente dell’uomo investito e ucciso sulla SS17 Foggia-Lucera scrive: “Vi segnalo un episodio gravissimo che mi ha colpito personalmente, il ciclista tragicamente morto martedì scorso (7 settembre) è un mio parente, il signor Michele Esposto per tutti zio Nino. Una persona di 76 anni dall’animo gentile e riservato, un grande lavoratore che per ben quarant’anni ha prestato servizio come geometra dell’ASI, un grandissimo sportivo, amante soprattutto del calcio e del ciclismo.

La mattina del 7 settembre alle ore 8:30 circa, mentre percorreva con la sua amata bici da corsa (Bottecchia) la SS17 da Foggia a Lucera (percorribile in bici) all’altezza di Vigna Nocelli è stato travolto alle spalle da un furgone di una società di spedizionieri; a bordo erano presenti due persone, il guidatore ed un passeggero, che dopo averlo travolto alle spalle, catapultando il corpo e la bici sulla complanare posta al lato, sono ritornati sul posto, ma sulla complanare si sono fermati per raccogliere i pezzi rotti del mezzo e senza prestare soccorso né tantomeno chiamare il 118 (dichiarando alla polizia che il corpo del povero zio Nino si muoveva ancora). Poi sono rientrati a Foggia per le 11 circa per autodenunciarsi e costituirsi presso la Polizia di Stato. I soccorsi, arrivati dopo le 11:30, non hanno fatto altro che constatare il decesso.

Forse per il caro zio Nino, se fosse stato soccorso tempestivamente, oggi 15 settembre 2021, non saremmo costretti a celebrare il suo funerale. Mi auguro solo che la giustizia faccia il suo corso – conclude il parente della vittima -, affinché il gesto disumano e vile delle due persone a bordo del furgone che hanno ammazzato il caro zio Nino, senza neanche prestare soccorso, sia da esempio per tutti. Grazie”.





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