“Mercanti di morte” sui bus tra ignari pendolari, scacco a gruppo garganico di spacciatori. La droga era “la verdura”

7 arresti dei carabinieri nel blitz “Levante”. I militari hanno scoperto un giro di spaccio tra San Severo, Cagnano, San Nicandro e Rodi Garganico dove avveniva la cessione materiale della “roba”

Scacco agli spacciatori di Rodi Garganico. 7 arresti dei carabinieri nell’operazione “Levante”: una persona è finita in carcere, 5 ai domiciliari, una con l’obbligo di presentazione alla pg. Tra gli arrestati, tutti già noti alle forze dell’ordine, figura anche un fornitore sanseverese. Il gruppo di “mercanti di morte” vendeva droga in piena pandemia Covid, soprattutto nel periodo aprile-maggio 2020. Lo stupefacente, in particolare marijuana, viaggiava a bordo di bus e treni, nascosto negli abiti o all’interno di borse. A causa della pandemia, i criminali si sono dovuti adeguare alla minor circolazione di persone, per questo hanno evitato il più possibile l’utilizzo di autovetture. I luoghi prescelti per la vendita erano infatti poco movimentati e questo ha costretto gli spacciatori a modificare il modus operandi.

L’inchiesta è partita dall’arresto in flagranza di un giovane, beccato a Ischitella con marijuana. Successivamente sono stati documentati ben 42 episodi di spaccio. I canali di approvvigionamento Cagnano Varano, San Nicandro Garganico e San Severo. Lo spaccio si concretizzava a Rodi, soprattutto nei mesi più caldi, in particolare in località “Marina di Levante”, da qui il nome del blitz, una zona poco frequentata ma molto ampia. “Gli arrestati sono molto conosciuti anche perché sono soliti ostentare la propria indole delinquenziale – hanno spiegato i carabinieri in conferenza stampa -. L’operazione di oggi potrebbe avere un impatto sociale notevole e molto positivo”.

L’indagine ha portato a 13 sequestri complessivi ed al rinvenimento di 700 grammi di marijuana e 60 di hashish oltre ad alcune dosi di cocaina. Gli appuntamenti per vendere droga venivano fissati telefonicamente anche attraverso l’utilizzo di un linguaggio criptico: lo stupefacente veniva spesso ribattezzato con i termini “verdura” o “capretto”. Risalendo alla filiera del business illecito, i carabinieri non escludono che possano emergere possibili collegamenti con la criminalità organizzata. Ma al momento non ci sono evidenze in tal senso.

La nota stampa dei carabinieri

Questa mattina, i carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano, unitamente ai reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri, in Rodi Garganico, Cagnano Varano, San Nicandro Garganico e San Severo, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Foggia, su proposta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 7 soggetti, di cui, uno colpito dalla misura della custodia cautelare in carcere, 5 dagli arresti domiciliari e uno dall’obbligo di presentazione alla pg, indagati per detenzione e cessione di stupefacenti continuata in concorso, commessi nel periodo aprile 2020– ottobre 2020.

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e condotte dal Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Vico del Gargano e dalla Stazione CC di Rodi Garganico, davano origine nell’aprile 2020 all’operazione denominata “Levante”, a seguito dell’arresto in flagranza di un 34enne di Rodi Garganico, con precedenti di polizia, sorpreso in possesso di 100 grammi di marijuana, mentre scendeva dal treno nella Stazione di Ischitella, proveniente da San Severo.

La particolare circostanza ed il quantitativo di stupefacente, induceva i carabinieri ad avvalorare l’ipotesi investigativa, che l’interessato era dedito allo spaccio di droga, in concorso con altri, facendo uso dei mezzi di trasporto pubblici. Infatti, nell’ambito delle indagini tecniche emergeva una articolata rete di soggetti dedita ad una rilevante attività di detenzione e cessione di droga, in particolare marijuana e hashish. 42 gli episodi di spaccio documentati commessi a Rodi Garganico, ma anche a Cagnano Varano, San Nicandro Garganico e San Severo.

Tenuto conto dell’applicazione delle norme anticovid limitanti la circolazione di persone e veicoli, gli investigatori accertavano che gli spacciatori, al fine di eludere i controlli stradali, camuffandosi tra i pendolari, facevano uso dei mezzi di trasporto pubblici, per raggiungere le località ove acquistare e cedere lo stupefacente.  Durante le comunicazioni, per l’acquisto delle sostanze, a volte veniva utilizzato un linguaggio diretto ed esplicito, ma anche termini tendenti ad eludere eventuali intercettazioni, quali “capretto” o “verdura” o “grappa”, di quantità di droga prestabilita a voce.

L’attività investigativa, si è rivelata particolarmente difficile, poiché gli interessati si muovevano in luoghi a loro molto conosciuti, poco movimentati per le limitazioni “coronavirus”, che gli permettevano una facile individuazione della presenza dei Carabinieri. La denominazione “Levante” dell’operazione deriva dal luogo prescelto dagli spacciatori, per incontri e cessioni, che oltre al centro storico di Rodi Garganico, prediligevano alcuni punti del lungomare adriatico di quel paese, localmente denominato riviera di “Levante”, strada che da Rodi Garganico conduce verso la frazione marina San Menaio di Vico del Gargano.

L’intera operazione, consentiva di disarticolare una rete di spaccio di stupefacenti, che operava su Rodi Garganico; accertare l’estensione dell’attività di cessione, nei comuni di Cagnano Varano, San Nicandro Garganico e San Severo; risalire al canale di approvvigionamento dello stupefacente, proveniente dalle “piazze” di spaccio “all’ingrosso” di Cagnano Varano, San Nicandro Garganico e San Severo; documentare 42 episodi di detenzione e cessione stupefacenti; rilevare che il sostentamento degli indagati derivava prevalentemente dall’illecita attività delittuosa; avvalorare l’ipotesi investigativa che gli indagati, nel periodo di applicazione delle norme dell’emergenza “Coronavirus”, per eludere i controlli sui veicoli, utilizzavano i trasporti pubblici, mimetizzandosi tra i lavoratori, per raggiungere le località di spaccio.

E di procedere all’individuazione dei “grossisti” ed all’arresto in flagranza di n. 3 soggetti ed alla denuncia in stato di libertà di 4; alla segnalazione di n. 11 assuntori di droga; all’esecuzione di 13 sequestri di stupefacente, per complessivi grammi 740 di marijuana, grammi 60 di hashish e grammi uno di cocaina, per un valore totale di euro 10.000 circa. L’esecuzione dei provvedimenti cautelari sortirà un atteso effetto sociale sulla piccola comunità di Rodi Garganico di 3500 abitanti, poiché colpisce soggetti conosciuti per la loro indole delinquenziale.

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