Estate di sangue a San Severo, si teme una guerra di mafia tra clan. Omicidio Bonaventura forse legato a morte Anastasio

Il sindaco Miglio: “Sorge il sospetto, ma saranno le indagini a verificarlo, che siano in atto dinamiche pericolose a cui lo Stato non deve e non può assistere senza risposte immediate”

Estate di sangue a San Severo, città sconvolta dagli omicidi di Matteo Anastasio, crivellato di colpi la sera della festa per la vittoria dell’Italia agli Europei e di Luigi Ermanno Bonaventura, 32enne ammazzato oggi vicino ad un autolavaggio. In entrambe le occasioni sono stati feriti bambini innocenti. Il nipote di Anastasio, appena 6 anni, è tuttora ricoverato in condizioni critiche a Bari. Oggi, invece, è stato ferito di striscio un 12enne, ma se la caverà.  Nella pioggia di proiettili è stato colpito anche un 27enne incensurato, ferito lievemente ad una gamba. Sul posto gli agenti di polizia per ricostruire la dinamica dell’agguato.

Pare che i sicari siano scesi da un’auto per esplodere i colpi mortali. Bonaventura, con precedenti per rapina, non è morto all’istante, ma poco dopo il ricovero in ospedale. Il giovane era noto agli inquirenti: fu accusato, ma poi assolto, per una rapina a Vasto nel 2014, mentre nel 2019 venne arrestato dai carabinieri. Nel marzo di quell’anno, Bonaventura, alla guida di una moto, provò a sfidare e osò anche insultare i militari che lo arrestarono dopo un pericoloso inseguimento. Sul suo omicidio si indaga alacremente e non si escludono collegamenti con la morte di Anastasio, quest’ultima maturata nel mondo della criminalità organizzata sanseverese, scenario di una guerra per il controllo della droga tra i clan Nardino-Russi e Testa-La Piccirella.

“Sono molto scosso per l’accaduto – ha detto il sindaco Francesco Miglio -. È il quarto omicidio nella nostra città. Ho subito avuto contatti con il prefetto di Foggia Carmine Esposito ed il Sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto a cui ho chiesto un’attenzione immediata per la mia città, attraverso il potenziamento degli organici ed il completamento delle unità operative del Reparto prevenzione crimine. Sorge il sospetto, ma saranno le indagini a verificarlo, che siano in atto dinamiche pericolose a cui lo Stato non deve e non può assistere senza risposte immediate ed adeguate. La città di San Severo chiede questo e lo chiede in tempi brevi”. (In alto, immagine Rai; nel riquadro, la vittima)

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come