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Home - Mario Furore dice ‘No’ al Pd: “C’è troppa distanza con il M5S foggiano, ma nostri attivisti liberi di allearsi”

Mario Furore dice ‘No’ al Pd: “C’è troppa distanza con il M5S foggiano, ma nostri attivisti liberi di allearsi”

Di Redazione
8 Luglio 2021
in Politica
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“Il mio lavoro nelle Aule di Strasburgo a difesa dei cittadini viene oggi interrotto da una nota stonatissima del Pd regionale, del segretario regionale Marco La Carra e della sua fida segretaria provinciale di Foggia Lia Azzarone, che chiede nell’ambito delle alleanze territoriali tra Pd e M5S da che parte stia Mario Furore”. Inizia così la nota dell’Europarlamentare pentastellato in replica al Pd di Capitanata.
“Un attacco frontale che francamente denota un certo nervosismo del Pd – prosegue Furore –, per il susseguirsi di eventi in provincia di Foggia, che registrano ancora una volta il fallimento totale della classe dirigente del Pd o vicina al Pd. Silenti per esempio in questi giorni per l’arresto di un esponente a loro vicino, nell’inchiesta sulla truffa all’INPS“.
E ancora: “I cittadini, che sono gli unici a cui un politico deve tenere conto, sanno che in questi anni di attivismo politico non ho mai nascosto nulla. In qualità di Eurodeputato ho sempre avuto il massimo rispetto per i territori che mi onoro di rappresentare, ivi compresa la Capitanata. E mi pare doveroso quindi dopo la falsa ricostruzione del Pd Pugliese, ribadire la mia posizione: in questi mesi non ho mai posto ostacoli sulle alleanze e anzi ho sempre e solo sollevato dei temi, a cui il Pd locale non ha mai risposto. Io credo che qualsiasi alleanza territoriale così come qualsiasi matrimonio, se combinato, non produce mai gli effetti sperati. Se invece si trovano convergenze sui temi, le alleanze, allora riescono naturalmente e portano proficui risultati. Cosa che avviene in tanti territori ma non in Provincia di Foggia“, prosegue l’europarlamentare. 
“E scusate se da figlio del mio territorio non taccio davanti le storture di una politica creata ad arte da Pd di Capitanata. Scusate se non taccio quando siamo mortificati a livello nazionale quando a pochi giorni dall’arresto del sindaco leghista Landella il Pd locale banchetta allegramente con esponenti leghisti in un locale foggiano con virgolettati vergognosi e mai smentiti. Ivi compresa la signora Azzarone da cui, anche per la sola abitudine con cui sceglie certi commensali, non accetto lezioni di stile e di buona politica. Per altro da chi è finita sotto i riflettori romani del suo partito per essere la segretaria provinciale di un partito che annovera al suo interno i sindaci dei comuni in cui l’azienda di famiglia si è aggiudicata ottimi appalti. Tutte cose giudicate da sempre inopportune dal Movimento Cinque Stelle. 
E scusate se pongo da mesi la questione per cui se al Parco Nazionale del Gargano viene defenestrata (nel silenzio di tutti i sindaci del Pd garganici) una giovane donna per essere sostituita con ex amministratore sciolto per mafia, chiedo un intervento congiunto al Pd al fine di andare in fondo a questa questione e fare asse per eliminare ogni inopportunità. Dubito ad esempio che di questo il segretario nazionale Letta ne sia al corrente.
Scusate se alzo il tiro e chiedo spiegazioni al Pd locale, sulla sanità da loro gestita a Foggia e pongo la problematica del concorso al 118 del Riuniti di Foggia, dove pare ci sia un vizio nel riconoscimento di titoli di un candidato a loro vicino, chiedendo come buona politica di intervenire prima della magistratura a tutela della salute di tutti e del merito.
Scusate se non taccio quando faccio notare che all’Asi di Foggia è in atto un familismo acuto tra nomine e consulenze a persone dell’apparato del Pd di Capitanata. E che sarebbe il caso di eliminare. E scusate se non taccio quando dico che a seguito di queste loro omissioni per me appaiono indigeribili delle alleanze con loro in Capitanata. Con una classe dirigente così viziata, opaca e completamente da rifondare, per altro lontana anni luce dai valori che il Movimento ha sempre difeso. Non bisogna quindi confondere le alleanze possibili con la complicità o omertà per gli affari. Esattamente due mesi fa, la segretaria provinciale del Pd Lia Azzarone si era prodigata a invitare insieme ad altri esponenti del suo partito, tutti noi parlamentari del M5S in una riunione che ovviamente ho tenuto in remoto, in cui quando ho caldamente posto questi temi sono seguiti imbarazzanti silenzi e complici sorrisi. Se non fosse che l’unico tema che mi fu posto era che avrei dovuto caldamente abbassare i toni. Nulla di più”.
“Chiaramente – continua Furore – poiché su questi temi non ho mai avuto quella collaborazione che credevo di avere da un partito con cui a livello nazionale ed europeo sono nate delle convergenze positive, non me la sento ad oggi di non sottolineare ancora la totale distanza tra il M5S foggiano ed il Pd di Capitanata. Poi certamente per me i territori così come i nostri attivisti sono liberi di allearsi e di procedere come credono. Così come sta succedendo a Sannicandro e Cerignola. Ma così come non sta succedendo in tanti altri comuni. Pugliesi e non.
Così come sono liberi i consiglieri regionali di proseguire nel loro proficuo lavoro in regione. Invito per altro il Partito Democratico a non parlare di Manfredonia poiché nel golfo il Pd non esiste più visto che alle prossime elezioni comunali hanno deciso di proseguire senza simbolo, probabilmente al loro partito non credono nemmeno più gli stessi segretari provinciali e regionali. E non pensino le Azzarone e i La Carra che allearsi voglia dire tacere. Purtroppo per loro la mia coerenza, libertà di pensiero o il mio silenzio non sono in vendita, così come quello di tutto il M5S che mi onoro di rappresentare”.
Tags: FoggiaFuroreM5Spd
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