I Rosoni di Puglia patrimonio dell’Unesco. C’è anche la cattedrale di Troia

I Rosoni di Puglia patrimonio dell’Unesco. L’ambizioso dossier finalizzato al riconoscimento mondiale è stato redatto dalla «Compagnia degli Exsultanti». Un lavoro dai tempi lunghi e dai contributi plurali, che vedrà protagonista un ventaglio largo di soggetti istituzionali, e sarà arricchito – nonché animato – dai contributi di associazioni culturali e singole persone, e che partirà con la costituzione di un Comitato Scientifico. Ben 33 i rosoni di altrettanti edifici sacri pugliesi inseriti nel progetto.

Una galassia di bellezza e di meraviglia, un autentico itinerario di luce che si dipanerà lungo un asse territoriale poggiato su tre cantiche: Il Rosone della Cattedrale di Troia (Foggia), il Rosone della Cattedrale di Ostuni (Brindisi) e il Rosone della Cattedrale di Otranto (Lecce).

Il concetto grafico del progetto – realizzato da Massimo Danza – si è focalizzato sull’ideazione di un Rosone che raccoglie gli elementi identitari di diversi Rosoni di Puglia, per essere rappresentativo di tutti ad un tempo e di nessuno in particolare. La scelta di incorporare la «i» plurale nella «R» identitaria, testimonia la coralità del riconoscimento nell’unicità di una concentrazione tutta pugliese degli esemplari architettonici, di radice romanico-gotico, con testimonianze di taglio barocco e spesso arabeschi d’influenza moresca.

La presentazione alla stampa si terrà il 21 giugno alle 12 davanti alla Cattedrale di Bari in piazza Odegitria, prologo all’evento pomeridiano tradizionale: il giorno del solstizio d’estate, intorno alle 17, vede il sole entrare dal grande Rosone della Cattedrale e proiettarsi perfettamente sui petali di marmo dinanzi all’altare.





Change privacy settings