Stefano la tredicesima vittima sul lavoro in Puglia in cinque mesi. “Strage silenziosa, terribile e insopportabile”

“Stefano Zanni, operaio di Orta Nova precipitato ieri da un’impalcatura mentre era impegnato nella ristrutturazione di una cappella al cimitero, è la tredicesima vittima in Puglia dall’inizio del 2021. Una strage silenziosa, terribile e insopportabile, nonostante leggi, regolamenti e controlli, che non può essere derubricata come semplici ed episodici incidenti ed infortuni, perché i dati sono da anni in crescita esponenziale e non accennano a calare”. Lo dichiara il consigliere regionale Giannicola De Leonardis.

“Per questo – prosegue -, è necessaria una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti, nella consapevolezza che la tutela della vita e della dignità delle persone deve avere la priorità in materia di lavoro. E non può essere sacrificata a nessuna superficialità e a nessuna esigenza di risparmio, come purtroppo accade anche nella Pubblica Amministrazione, con le gare al massimo ribasso e margini di guadagno più esigui per alcune imprese, che poi magari si traducono proprio in risparmi in materia di sicurezza. Ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà, con la speranza e l’auspicio che tragedie così devastanti, a livello personale e collettivo, finalmente producano una svolta, attesa da tempo ma finora vanamente”.

Inail: 306 morti sul lavoro nei primi 4 mesi del 2021

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail entro il mese di aprile sono state 306, 26 in più  alle 280 registrate nel primo quadrimestre del 2020 (+9,3%) e in linea con quelle del primo quadrimestre 2019 (303 eventi mortali). Il confronto tra il 2020 e il 2021  richiede però cautela, in quanto i dati delle denunce mortali degli open data mensili, più di quelli delle denunce in complesso, sono provvisori e influenzati fortemente dalla pandemia, con il risultato di non conteggiare un rilevante numero di ‘tardive’ denunce mortali da contagio Covid-19, in particolare del mese di marzo 2020, entrate negli archivi solo nei mesi successivi alla fotografia scattata il 30 aprile 2020. Si fa notare, inoltre, che i decessi causati dal Covid-19 avvengono dopo un più o meno lungo periodo di tempo intercorso dalla data del contagio. Stabile invece il dato generale relativo alle denunce di infortunio: tra gennaio e aprile sono state 171.870 (-0,3% Rispetto allo stesso periodo del 2020).