Il “Meticcio” pronto a “cantare”, sarebbe il primo pentito nella storia della mafia garganica. Adesso tremano in tanti

Arrestato con giudice e avvocato, ora ha deciso di pentirsi. Collegato con l’aula bunker di Bitonto avrebbe spiazzato tutti con dichiarazioni spontanee annunciando di volere cambiare vita

Sarebbe pronto a cantare Danilo Della Malva, 35enne di Vieste detto “U’ meticcio” per la sua pelle scura. Si tratterebbe del primo pentito nella storia della mafia del Gargano. Stando ad un’indiscrezione pubblicata dall’edizione regionale della Gazzetta del Mezzogiorno, Della Malva potrebbe pentirsi e raccontare molte verità agli organi inquirenti. L’uomo, ritenuto ai vertici del clan Raduano, è stato arrestato poche settimane fa insieme al giudice molfettese Giuseppe De Benedictis e all’avvocato barese Giancarlo Chiariello per un giro di mazzette in tribunale, versate al magistrato per ottenere scarcerazioni facili. Un “giochetto” che avrebbe favorito boss e picciotti della malavita foggiana, garganica e barese. Secondo la testata dei Ladisa, il viestano avrebbe da poco deciso di pentirsi, una scelta che potrebbe far tremare il mondo della criminalità del promontorio. Sono noti, infatti, i legami tra Della Malva e il boss Marco Raduano detto “Pallone” e quelli tra il viestano e il clan dei mattinatesi che in passato favorì la sua latitanza.

Il fatto che il meticcio voglia pentirsi sarebbe emerso nel corso del processo che si sta celebrando con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Bari, Rossana De Cristofaro, denominato “Neve di Marzo” come il nome del blitz che nel 2019 sgominò i traffici della mala viestana. All’epoca Della Malva fu pizzicato alle Isole Canarie dove si recava per gestire il business della droga tra Gargano e Spagna. Collegato con l’aula bunker di Bitonto dal carcere in cui è detenuto, Della Malva avrebbe spiazzato tutti con dichiarazioni spontanee in cui sostanzialmente avrebbe chiesto scusa per i reati che ha commesso in passato, annunciando di volere cambiare vita. E chissà che Della Malva – riporta Gazzetta – non possa riferire quanto è a sua conoscenza nell’altro procedimento nell’ambito del quale è stato arrestato, questa volta, con l’accusa di concorso in corruzione in atti giudiziari, insieme proprio con il giudice che lo aveva arrestato per “Neve di Marzo”. (In alto, Della Malva nel giorno del suo arresto alle Canarie)

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