La passione per le armi del giudice, la sua pistola incastonata nell’agenda. Quando arbitrava andò allo stadio col fucile

La Colt calibro 25 ritrovata dai finanzieri nel blitz “Sacra Reliquia”. E spunta un vecchio episodio risalente a quando De Benedictis calcava i campi di calcio

La pistola del giudice Giuseppe De Benedictis incastonata in un’agendina. Era il 2017 quando la Guardia di Finanza sequestrò armi e reperti archeologici a casa di un avvocato cerignolano, G.P.. All’epoca fece scalpore il ritrovamento della pantofola di Papa Innocenzo XI, presumibilmente del 1600. L’operazione, denominata “Sacra Reliquia”, svelò un giro illecito di beni storici dal valore piuttosto ingente. Spuntarono armi da guerra, collane, monili, monete, lance, statue votive, ferma capelli in oro e altro ancora. Fu un bel colpo per i finanzieri. Durante la perquisizione nelle pertinenze del professionista venne fuori anche una pistola modello Colt calibro 25, matricola 282210 corredata di un caricatore alimentato da 5 proiettili calibro 6,35, detenuta all’interno dell’armadio della camera da letto. L’arma fu ritrovata all’interno di un’agenda “artificiosamente intagliata al fine di celare la pistola Colt calibro 25”.

Come riportano le carte dell’inchiesta, “dagli accertamenti effettuati al fine di identificare il legittimo proprietario di quest’ultima arma, è emerso che la stessa è intestata a tale De Benedictis Giuseppe di Bari, in corso di identificazione”. Un nome quantomai attuale, si tratta infatti del giudice arrestato per lo scandalo delle mazzette che intascate per “aggiustare” la posizione processuale di alcuni membri di rilievo della malavita barese e foggiana.

Il giudice non sarebbe nuovo al mondo delle armi. In una segnalazione giunta a l’Immediato si riporta un episodio risalente a molti anni fa. “Fece scalpore nella sezione arbitri di Molfetta il fatto che De Benedictis, prima di arbitrare una partita di giovanissimi ragazzi di 14 anni a Santeramo in Colle, andò a caccia sulla Murgia barese e per timore di un furto del fucile, entrò negli spogliatoi dello stadio con l’arma tra lo stupore dei giocatori”. Stando alla segnalazione, riportata in queste ore anche da Repubblica, la Federazione arbitri dichiarò conclusa la sua esperienza sui campi da gioco. Altri guai nel 2015, sempre per detenzione di armi, ma il giudice fu assolto.

Intanto, come riporta ancora Repubblica, l’inchiesta sulle tangenti prosegue. Sono 14 le cambiali ritrovate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bari durante la perquisizione del 9 aprile a casa di De Benedictis. Per gli inquirenti dimostrerebbero “la sussistenza concreta di condotte criminali in corso, non ancora consumate”.

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