Stabilimento “Stellantis” di Melfi, lavoratori a rischio. Gatta: “Salvaguardare i livelli occupazionali”

“La pandemia ha già penalizzato fortemente il nostro territorio, per cui la riorganizzazione di un mega gruppo industriale e il momento economico contingente, non può non tener conto dell’importanza di uno stabilimento da cui traggono sostentamento oltre duemila lavoratori dauni”

Sullo stabilimento “Stellantis” di Melfi, interviene il presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta che, in una nota, commenta una vicenda già affrontata da alcuni sindaci di Monti Dauni e 5 reali siti. C’è preoccupazione per le sorti della struttura dove lavorano numerosi dipendenti della provincia di Foggia.

Così Gatta: “Nessun tentennamento, bisogna vederci chiaro sul futuro del sito industriale di Melfi. Prima di tutto salvaguardare i livelli occupazionali. nello stabilimento lucano lavorano un gran numero di operai della Capitanata. La pandemia ha già penalizzato fortemente il nostro territorio, per cui la riorganizzazione di un mega gruppo industriale e il momento economico contingente, non può non tener conto dell’importanza di uno stabilimento da cui traggono sostentamento oltre duemila lavoratori dauni. Sarebbe opportuno un confronto tra le parti coinvolte, affinchè non ci siano penalizzazioni di sorta con continuo ricorso alla Cassa integrazione. Tutte le parti sociali interessate devono puntare a una difesa ad oltranza del polo industriale lucano. Ogni iniziativa di sostegno ai lavoratori, deve vedere compartecipi tutti gli attori istituzionali del territorio. Ben venga, a questo proposito, un tavolo di confronto, sostenuto dal Governo, per rassicurarli. Sarebbe, infatti, auspicabile un intervento del ministro Giorgetti affinchè si possa fare chiarezza nel far comprendere il ruolo strategico che gioca lo stabilimento di Melfi, non solo per la Puglia e la Basilicata, ma, per l’intero mezzogiorno, così come quello dell’ex Sofim di Foggia. Al fine di rilanciare l’intero comparto dell’ automotive, potrebbero giovare, eventualmente, gli aiuti provenienti dal Recovery Fund”.



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