Fusione aziendale tiene in ansia i lavoratori della Fiat di Melfi. La preoccupazione dei sindaci di Monti Dauni e 5 reali siti

“Auspichiamo un tavolo interlocutorio tra Regione Basilicata, Puglia e Governo centrale che prenda a cuore le sorti del più grande stabilimento metalmeccanico italiano”

Preoccupazione dei sindaci dei Comuni di Ascoli Satriano, Accadia. Anzano di Puglia, Bovino, Carapelle, Deliceto, Monteleone, Ordona. Orsara, Orta Nova, Rocchetta Sant’Antonio, Stornarella, Stornara e Troia.
“Si apprendono notizie tutt’altro che positive riguardanti una della attività produttive più importanti di un territorio limitrofo, che proprio per la sua prossimità geografica, assorbe notevole forza lavoro dei comuni dei Monti Dauni e dei 5 reali siti, costituendo linfa vitale per un tessuto sociale non particolarmente dinamico dal punto di vista del mercato del lavoro”. È quanto riporta una nota stampa congiunta. “Le cattive nuove giungono in seguito alla fusion dei gruppi PSA-FCA, avvenuta qualche mese fa e, nello specifico, attengono ad una presunta penalizzazione del silo di Melfi a seguito del definirsi di strategie industriali che non prevederebbero un’adeguata valorizzazione delle potenzialità di un polo industriale che è, nei fatti, un’ avanguardia del territorio in termini di produttività e innovazione. Auspichiamo un tavolo interlocutorio tra Regione Basilicata, Puglia e Governo centrale che prenda a cuore le sorti del più grande stabilimento metalmeccanico italiano e delle tante comunità che gravitano, in termini di sostentamento economico, attorno ad esso, soprattutto in una contingenza, quale quella della pandemia, che già vede i nostri territori in pesante sofferenza”.



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