8 marzo, Franco Landella tiene in stand by le donne della Consulta. Nuovo bando di Gatta per la Consigliera di Parità, ecco chi è in corsa

I due Enti sono in stallo sulle politiche delle donne

È scaduto a fine febbraio il nuovo bando della Provincia di Foggia per la designazione della Consigliera di Parità effettiva. Con Decreto Presidenziale del 24 novembre scorso il presidente Nicola Gatta, a seguito della rinuncia dell’avvocata Maria Elvira Consiglio ha provveduto alla revoca del suo precedente decreto di luglio col quale Consiglio era stata nominata e ha disposto di dare mandato al dirigente competente di provvedere al rinnovo della procedura di selezione per l’individuazione dei/delle Consiglieri/Consigliere di Parità effettivi/e e supplenti della Provincia di Foggia per il periodo 2020/2024.
Come si sa, il precedente bando aveva fatto molto discutere per le modalità di selezione in Provincia, tanto che la nomina, che è ministeriale, era stata quasi congelata a Roma anche a seguito dei ricorsi e degli accessi agli atti, mossi da altre partecipanti, che ritenevano, carte e curricula alla mano, di avere più titoli rispetto a Consiglio in materia di pari opportunità e politiche di genere. Da qui le dimissioni di Billa Consiglio.

Oggi secondo indiscrezioni a partecipare sarebbero in molte. Da Daniela Eronia, dirigente Confindustria nel Civ e da sempre esperta di temi sui diritti delle donne alla giornalista ed insegnante Alessia Paragone, passando per la dipendente sanitaria Alessandra Saponaro e l’operatrice specializzata in agricoltura sociale Assunta Di Matteo. Gatta dovrà fare una selezione accurata a prova di ricorso.
Fino ad allora va in prorogatio la precedente consigliera Antonietta Colasanto ora in forza all’Unifg, dove ricopre il ruolo di Consigliera di Fiducia per il quale era l’unica candidata.
Intanto a quasi due anni dall’insediamento in Comune per il secondo mandato, Franco Landella tiene ancora in stand by le donne della Consulta.
Le varie associazioni ed enti hanno già indicato le loro delegate ma il Comune, dopo le dimissioni della delegata comunale Liliana Iadarola, tarda a dare seguito all’atto e all’organismo regolamentato per legge.