“Ho commesso la rapina ma non ho ucciso nessuno”, uno dei rapinatori si difende così davanti al giudice. Scena muta per tutti gli altri

L’esito degli interrogatori di garanzia, svoltisi in videoconferenza dal carcere di Foggia. Prossimamente sarà sentito anche Simone Pio Amorico, quinto e ultimo degli arrestati

Dopo la scena muta del minorenne, A.C., il giudice ha sentito gli altri indagati per la rapina con omicidio del 17 settembre 2020 nel bar Gocce di Caffè di Foggia. In silenzio Antonio Tufo e Christian Consalvo mentre ha parlato il 24enne Antonio Bernardo, confessando di essere uno dei rapinatori che quel giorno fece irruzione nell’attività. Stando all’accusa, il minorenne avrebbe ferito il titolare del bar, Francesco Traiano con una coltellata al capo (poi risultata mortale) mentre Bernardo colpì con dei calci la vittima mentre quest’ultima era già a terra esanime. Bernardo ha ammesso di aver preso parte al colpo ma – come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno – si è dichiarato innocente dall’accusa di omicidio perché non vide che uno dei complici aveva un coltello. Ha infine riferito di non voler rendere dichiarazioni contro terze persone. Scena muta, come detto, per i presunti complici Antonio Pio Tufo e Christian Consalvo. Questo, in buona sostanza, l’esito degli interrogatori di garanzia, svoltisi in videoconferenza dal carcere di Foggia. Prossimamente sarà sentito anche Simone Pio Amorico, quinto e ultimo degli arrestati, unico ad essere finito ai domiciliari. Il giovane è accusato di favoreggiamento.



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