A Cerignola c’è fermento in attesa del nuovo sindaco dopo lo scioglimento. Disanto è in pista con due liste civiche

Sarà della partita l’avvocato presidente dell’associazione Azione Forense, precursore del renzismo in provincia di Foggia

Non solo Teresa Cicolella, Antonio Giannatempo, Tommaso Sgarro, Rocco Dalessandro e il sindaco uscente Franco Metta con la grande incognita di Rino Pezzano, tra i potenziali sfidanti per l’agone delle amministrative del dopo scioglimento per mafia del Consiglio comunale a Cerignola.

Sarà della partita anche l’avvocato presidente dell’associazione Azione Forense per la sezione Foggia Capitanata Francesco Disanto, dalla lunga storia politica, ex Ds, poi Pd, precursore del renzismo in provincia di Foggia con i primissimi circoli dell’Adesso e da sempre avversato dall’ex assessora regionale ed europarlamentare Elena Gentile.

Lui non si sbilancia su possibili accordi e alleanze, ma a l’Immediato assicura di star già lavorando per le amministrative con sue due liste civiche, compatte e attente alle necessità della città mascaniana.

La storia di Disanto è composita. Nel Pd ai tempi dei Moderati per Tonti nel 2010 fu primo dei non eletti, al primo congresso con Renzi che si oppose a Bersani, portò all’allora sindaco di Firenze 300 voti, poi al successivo congresso quando Gentile era in quota Pippo Civati, tributò al leader di Rignano ben 630 voti, ma il referente locale Ivan Scalfarotto, ancora fedelissimo di Renzi, pur reclamando per lui ufficialmente un “diritto di tribuna”, non lo collocò in nessun organigramma del partito né a livello regionale né a livello nazionale. Da qui la rottura con i politici della Leopolda e con i loro epigoni territoriali, Lorenzo Frattarolo in testa. E l’ingresso tra i renzianissimi, via Teresa Bellanova, della stessa Gentile.

Disanto fonda da solo la lista Cerignola Adesso lista e insieme alla civica Uniti per Disanto, da candidato sindaco, prende il 2%. Erano gli anni però nei quali Metta spadroneggiava e aveva dalla sua tutta la Chiesa con le varie liste dei cattolici messe su dal Vescovo Di Molfetta e sostenute anche da monsignor Galantino. Più di recente Disanto ha partecipato alle scorse regionali come candidato nella sfortunata lista di Alfonsino Pisicchio, Senso Civico, portando alla causa emilianista 400 voti, ma avendo ancora nella stessa lista di Gino Giorgione, un altro elemento cerignolano, Reitani, supportata da alcuni big, tra cui Antonello Summa, il giudice Bonito ed Elena Gentile candidata nel Salento.

“Non si erano mai visti 3 candidati cerignolani tutti nella stessa lista, sono un po’ arrabbiato, perché laddove ci sono io c’è sempre qualcuno che rema contro. Sono andati a depauperare la mia spinta con i voti, dentro Senso Civico. Adesso anche pezzi del Pd, che rispondono a Sgarro mi remano contro”.

Dentro il Pd però le anime sono molteplici. Senza dubbio è centrale la vicenda del ricorso al Tar di Teresa Cicolella, se dovesse perdere la postazione della Regione, sarebbe lei la candidata sindaca naturale, tuttavia resta in ballo il dirigente medico Rocco Dalessandro che già alle scorse elezioni fu frenato nelle sue ambizioni dalla leader locale, Gentile, che gli preferì il delfino Sgarro. Senza parlare poi di Bonito, che ancora una volta alcuni dem vedrebbero bene come candidato sindaco.