I narcos di Foggia e Gargano condannati dal giudice, pesanti pene per il traffico di droga tra Capitanata e Abruzzo. I maggiori imputati contigui a sodalizi criminali

Alla sbarra i pregiudicati Luciano De Filippo chiamato “zio”, Claudio Iannoli detto “Cellin” e Gaetano Renegaldo; per loro rispettivamente 18 anni, 17 anni e 10 mesi e 9 anni di reclusione

Tempo di condanne per i narcos di Foggia e Gargano. Pene tra 2 e 10 mesi e 18 anni di reclusione per sette persone, ritenute responsabili a vario titolo di traffico di droga tra capoluogo dauno, Vieste, Manfredonia e l’Abruzzo. Il gup del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista ha emesso sentenza al termine del processo “Ultimo Avamposto” celebrato con il rito abbreviato.

Alla sbarra i pregiudicati Luciano De Filippo di Foggia, Claudio Iannoli detto “Cellin” di Vieste e Gaetano Renegaldo di Manfredonia, condannati rispettivamente a 18 anni, a 17 anni e 10 mesi e a 9 anni di reclusione. Per il pm Ettore Cardinali della DDA, sono tutti vicini ad organizzazioni mafiose garganiche. In particolare, De Filippo – chiamato “zio” in segno di rispetto – è ritenuto contiguo ai Sinesi-Francavilla della Società Foggiana, Iannoli tra i capi del gruppo viestano Iannoli-Perna. Per i tre maggiori imputati, l’accusa aveva chiesto 16, 14 e 8 anni. Solo pochi giorni fa, Iannoli era stato condannato ad ulteriori 14 anni e 6 mesi nel processo “Scacco al Re”, tentato omicidio del boss viestano, Marco Raduano.

Da sinistra, Iannoli, De Filippo e Campaniello

Stando al processo, sarebbero stati De Filippo e soci a mantenere i contatti con i fornitori di cocaina e a contrattare prezzi e modalità di trasporto e vendita al dettaglio. Il pregiudicato Alessandro Mastrorazio, condannato a 9 anni di reclusione, era il factotum di De
Filippo, incaricato prevalentemente di tenere i contatti con i sodali in Puglia e in Abruzzo e di provvedere al trasporto della droga.

Nell’organizzazione criminale c’era anche una donna, Wanda Campaniello, compagna di De Filippo, condannata alla pena di 5 anni e 2 mesi di reclusione, incaricata di consegnare lo stupefacente ai pusher. L’inchiesta, delegata alla Polizia, scattò nell’ambito delle indagini su due delitti di mafia dell’estate 2017, l’omicidio di Omar Trotta a Vieste e la strage di San Marco in Lamis.





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