Gli affari di droga tra narcos marocchini e mala foggiana, lo stupefacente ceduto “a quello del pane”. Spunta uomo vicino alla “Società”

Intorno ai fratelli Haddouch ruota gran parte della maxi operazione “Ultimo Avamposto 2”. Le carte dell’inchiesta

Traffici internazionali di droga tra malavita marocchina e foggiana, questo racconta l’ordinanza fiume del gip Galesi, 497 pagine di ricostruzioni e intercettazioni con al centro la figura di Hicham Haddouch, collante dell’organizzazione criminale sgominata nel blitz “Ultimo Avamposto 2”. L’uomo, 44enne residente a Carapelle, intratteneva rapporti con volti noti della mala foggiana, tra questi il 45enne Carmine Delli Carri detto “il panettiere”, uno dei maggiori acquirenti di droga, attivamente ricercato dalla polizia dopo essere sfuggito al blitz di questa mattina messo in atto da DDA, squadra mobile e Sco. Insieme ad Haddouch, sono finiti agli arresti i foggiani Angelo Raffaele Corcelli, Andrea e Giuseppe Cardinale, Alessandro e Michele Piserchia, Romeo Gaudiano e Alessandro Balti (domiciliari), i cerignolani Michele Clemente detto “Scimmietta” e Ottavio Scalera e il lucerino Luigi Bentivoglio. Oltre a Delli Carri, sono sfuggiti alla cattura Said Haddouch (fratello di Hicham)Francesco Russo, Lekbir Ennaciri e Aziz Mansouri. Sono tutti attivamente ricercati.

È proprio sui due fratelli Haddouch e su Delli Carri che ruota buona parte dell’inchiesta. Il foggiano è infatti un nome noto agli inquirenti, già coinvolto in passato in importanti operazioni contro il narcotraffico con l’estero. L’uomo, ritenuto dagli investigatori vicino alla batteria della “Società Foggiana”, Sinesi-Francavilla, avrebbe trafficato stupefacenti anche durante i domiciliari, approfittando del permesso di lavorare (dalle 7 alle 12:30) presso un panificio del capoluogo. Questo gli dava la possibilità di incontrare i due marocchini e portare avanti gli affari nel mondo della droga. Dalle indagini è emerso che il marocchino, dopo un viaggio in Spagna e Marocco, era tornato in Italia per intessere i traffici illeciti. Per questo contattò il fratello dicendogli di avvisare “quello del pane”. Stando al gps installato sull’auto del marocchino, il narcotrafficante effettuò “ripetuti viaggi – si legge nell’ordinanza – fra Tavernola e il panificio di Foggia dove lavorava Delli Carri. Si comprendeva bene che a Tavernola vi era un deposito di stupefacente, quindi i viaggi erano legati proprio a trasporti di stupefacente”. I rapporti fra i fratelli Haddouch e Delli Carri erano “legati a forniture di stupefacenti destinati alla rivendita a terzi”.

Affari e connivenze che i marocchini tenevano anche con Francesco Russo “e il suo fidato collaboratore Clemente”. “I fratelli Haddouch disponevano di più luoghi ove andavano a prelevare stupefacente per poi rifornire i loro acquirenti e uno di essi era ubicato a Carapelle”. Russo, nonostante i domiciliari a cui era sottoposto per altra causa, ospitava Hicham Haddouch e l’amico Clemente, quest’ultimo immortalato dalle telecamere degli investigatori mentre saliva a casa di Russo “con un grosso e pesante sacco nero”.

Sono inoltre documentati i viaggi di Hicham Haddouch da Foggia a Milano a bordo del Frecciarossa, pedinato costantemente dagli investigatori. L’uomo si recava nel capoluogo lombardo per incontrare il connazionale Ennaciri, l’uomo che in Lombardia controllava l’arrivo della droga partita dal Marocco. A bordo di alcuni camion, l’hashish attraversava la penisola iberica, faceva tappa a Milano per “l’assaggio” dei narcos e, infine, veniva dirottata in provincia di Foggia. Ci sono foto e intercettazioni che mostrano gli appuntamenti vicino San Siro, ma anche in un bar di riferimento e in una kebabberia dove il marocchino intratteneva rapporti diretti con i propri sodali.

L’indagine ha portato a registrare cessioni per un totale di circa 640 chili di hashish del valore di circa 4 milioni di euro. Proprio a carico di Haddouch, vero e proprio promotore dell’organizzazione, è stato eseguito un sequestro di 105 chilogrammi di hashish con contestuale arresto in flagranza di reato. Nel corso dell’attività, inoltre, sono stati sequestrati anche 1,7 chilogrammi di marijuana. (In alto, nella foto, Hachim Haddouch in maglia nera insieme ad Ennaciri durante uno degli incontri milanesi)

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