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Home - “Foggia… la mafia sfida, la città risponde”. Condannato gruppo di estorsori (anche grazie alle vittime). Nei messaggi minatori citavano Mario Merola

“Foggia… la mafia sfida, la città risponde”. Condannato gruppo di estorsori (anche grazie alle vittime). Nei messaggi minatori citavano Mario Merola

Di Francesco Pesante
22 Gennaio 2021
in Cronaca
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Tempo di condanne per alcuni affiliati alla batteria Moretti-Pellegrino-Lanza della “Società Foggiana”. Un totale di 22 anni di galera comminati dai giudici al termine del rito abbreviato a carico di sei foggiani accusati, a vario titolo, di estorsione e tentata estorsione ai danni di imprenditori e commercianti locali. 4 anni a Marco Consalvo, 45enne arrestato un anno fa per la tentata estorsione ai danni di un costruttore al quale fu chiesto un pizzo di 100mila euro. Inflitti 2 anni e 8 mesi al 22enne Pasquale Nardella e 4 anni al 26enne Leonardo Ciavarella, pizzicati il 20 gennaio 2020 per il tentativo di estorsione da 5mila euro a un commerciante finito già in passato nel mirino del racket. Nel gennaio 2019, infatti, la vittima subì un attentato dinamitardo al proprio negozio con successiva pretesa di pizzo su ordine di Rocco Moretti junior, figlio del boss Pasquale Moretti e nipote del Mammasantissima Rocco Moretti.

Pena più alta, 5 anni, a Tommaso D’Angelo, 35 anni, ritenuto mandante di un’estorsione aggravata dalla mafiosità a un commerciante al quale furono chiesti 200 euro al mese. Per lo stesso episodio, i giudici hanno inflitto 3 anni e 2 mesi a due studenti incensurati, entrambi 19enni e insospettabili, che furono arrestati in flagranza il 5 dicembre 2019 ma da tempo tornati liberi: per i due giovani esclusa l’aggravante della mafiosità. I condannati dovranno inoltre risarcire la Fai, federazione antiracket che si era costituita parte civile. 

“Siamo dell’agenzia La Proteggici“

Eclatante la vicenda di Tommaso D’Angelo che nell’estorsione scomodò persino un film con Mario Merola, “Napoli… la camorra sfida, la città risponde” nel quale una fantomatica compagnia assicurativa “La Proteggici”, diretta dal boss Alberto Rampone, si serviva di una banda di camorristi per minacciare commercianti e liberi professionisti.

Questo il biglietto minatorio di D’Angelo e dei suoi picciotti, due studenti universitari estranei ai clan: “Siamo dell’agenzia assicurativa ‘La Proteggici’, c’è una piccola polizza da pagare ogni mese in caso di incendio, esplosione, furto e rapina: a voi sono 200 euro, sarete assicurati e protetti per sempre. Mi raccomando, non accetto ‘no’ come risposta”. D’Angelo fece recapitare il messaggio al titolare di un negozio di casalinghi della città. Essendo ai domiciliari all’epoca dei fatti, il malvivente si servì dei due studenti per provare ad estorcere soldi al commerciante. Il piano saltò grazie alla vittima che denunciò tutto agli inquirenti.

In poche settimane, grazie anche al lavoro di intercettazioni in carcere, gli investigatori sono arrivati al mandante, ben noto agli inquirenti soprattutto dopo l’arresto dell’11 agosto 2017 quando D’Angelo e altri tre vennero fermati a Torremaggiore con armi e passamontagna, mentre si apprestavano a mettere a segno un crimine. Gli inquirenti non hanno mai escluso possibili collegamenti con la strage di due giorni prima a San Marco in Lamis, anche per via dei legami tra il clan Moretti e i gruppi malavitosi del Gargano.

Il profilo criminale di D’Angelo

D’Angelo è faccia nota agli investigatori così come ai magistrati della DDA di Bari. Nel 2017 fu arrestato insieme ad Angelo Bonsanto (uno degli evasi dal carcere di Foggia durante la maxi fuga del 9 marzo 2020), Nicola Paradiso e Giovanni Putignano, in un box di via Trieste a Torremaggiore. I carabinieri sequestrarono armi e mezzi rubati. Secondo gli investigatori, i quattro malviventi erano pronti a partire con l’intento di commettere un agguato sanguinario. “Abbiamo evitato un omicidio”, dissero gli uomini dell’Arma in conferenza stampa.

Nel dettaglio furono sequestrati una pistola semiautomatica Beretta, modello 98 FS, calibro 9×21, con matricola abrasa e completa di 15 cartucce. Un revolver Smith&Wesson, calibro 38SP con matricola abrasa, completo di 6 cartucce. Un revolver marca Renato Gamba, modello Trident, calibro 38SP con matricola punzonata, completo di 6 cartucce. E ancora, una Fiat 500L rubata a Gravina l’8 giugno 2017, uno scooter Yamaha TMax, rubato a Loreto Aprutino (Pe) il 16 maggio dello stesso anno, due coppie di targhe per auto contraffatte, una targa per motociclo contraffatta, una maschera di Carnevale e altro materiale utile per il travisamento. (In alto, un’immagine tratta dal video di un’operazione antimafia; nel riquadro, Rocco Moretti junior e Tommaso D’Angelo; a sinistra, Mario Merola nella locandina del film “Napoli… la camorra sfida, la città risponde”)

Tags: D'AngeloestorsioneFoggiamafiaMoretti
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